guerra 20 Marzo Mar 2011 1913 20 marzo 2011

Gheddafi ordina la tregua

Primi jet Italiani in azione nei cieli libici.

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Odissea all'alba, giorno due: l'operazione di guerra guidata dal Pentagono contro il leader libico Gheddafi (leggi come il colonnello resisterà all'attacco) è continuata nella notte tra il 19 e 20 marzo con una pioggia di 110 missili cruise lanciati dalle navi Usa e dai sottomarini britannici che si trovano a largo della Sirte. L'obiettivo è bloccare la contraerea del raìs.
Oltre agli Usa sono coinvolti Gran Bretagna, Francia, Italia e Canada. A capo degli interventi americani, il generale Carter Ham.
Secondo fonti francesi coperte da anonimato gli attacchi aerei sulla Libia, sono ''coordinati'' da un quartier generale americano con base in Germania.
ITALIA PER ORA SOLO LE BASI. Per ora l'Italia sta fornendo solo un supporto logistico con le sue sette basi a disposizione. Dalla sede aeronautica di Decimomannu, in provincia di Cagliari, una delle più grandi basi Nato del Mediterraneo, potrebbero però partire i caccia spagnoli già durante la mattina del 20 marzo. Sono infatti già arrivati aerei da combattimento spagnoli e canadesi: Decimo dista 25 minuti di volo dalla costa libica ed è pronta a dare rifornimenti, supporto radar e soccorso.
Caccia tornado dell'aeronautica militare sono stati intanto schierati nella base di Trapani: si tratta di aerei specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, e dei tornado Ids di Ghedi (Brescia), con capacità di attacco. Pronti, nella stessa base, anche i caccia Eurofighter di stanza a Grosseto, che si aggiungono ai caccia F-16, aerei radar Awacs della Nato e aerei per il rifornimento in volo. In movimento anche la marina Usa che ha schierato tre sottomarini nel Mediterraneo, da dove preparare attacchi alla Libia.
LA RICHIESTA DEL RAÌS ALL'ONU. Il raìs ha chiarito che la Libia resisterà all'aggressione «coloniale dei crociati» e ha fatto appello agli africani, agli arabi, ai sudamericani e agli asiatici per sostenere il popolo libico contro il nemico. Ma la richiesta più importante è arrivata per bocca del ministero degli Esteri libico, che ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
La Libia ha ancora minacciato di usare la carta immigrazione: il messaggio già lanciato in questi giorni è quello di non cooperazione con l'Europa nel piano di contenimento dei migranti (leggi la scheda sulle armi in mano a Gheddafi).
OBAMA: LIBIA NON È IRAQ. Dall'inizio dell'operazione in Iraq sono passati esattamente otto anni e Barak Obama ha precisato che «Gheddafi non è Saddam, Iraq non è Libia e l'intervento mira solo a difendere i civili» . Il 2011 non è quindi il 2003, e non ci sarà, quindi, nessun intervento delle truppe di terra americane, ha assicurato il presiedente.
SUL CAMPO. Intanto le battaglie proseguono anche nel nord ovest, nonostante le smentite governative. Il Consiglio transitorio libico ha comunicato che, nell'offensiva del raìs su Bengasi sono morte almeno 90 persone. Centinaia i feriti. La Croce rossa internazionale ha lanciato un appello a tutte le parti, per poter operare con medici e ambulanze in Libia.

20.45 CALMA A TRIPOLI PER AL JAZEERA. Nella capitale Libica, dopo che le forze armate hanno proclamato un cessate il fuoco a partire dalle 21 ora locale, c'è calma. Lo riferisce Al Jazeera, spiegando che, per il momento, non si sentono aerei nei cieli della città né colpi di arma da fuoco.

20.32 DUE CACCIA ITALIANI DECOLLATI. Sono decollati altri due caccia italiani da Trapani Birgi. In tutto sono sei quelli in volo per partecipare alle operazioni militari sulla Libia. Nella sua versione Ecr, il Tornado è equipaggiato con dispositivi per la guerra elettronica ed è specializzato nella soppressione delle difese aeree e delle postazioni radar avversarie mediante l'impiego di missili aria-superficie Agm-88 Harm (High-speed Anti Radiation Missile). I caccia raggiungono la velocità di 400 miglia all'ora e dovrebbero impiegare poco meno di trenta minuti per raggiungere la Libia, che dista circa 200 miglia dalla Sicilia. I Tornado dovrebbero quindi essere nello spazio aereo di Tripoli intorno alle 21 ora italiana

20.30 FRATELLI MUSULMANI. QUESTA GUERRA NON È UNA CROCIATA. «Questa guerra contro il regime di Muammar Gheddafi non è da considerare come una crociata». Ha affermato lo sceicco Yusuf Qaradawi, ideologo dei Fratelli Musulmani, nel corso di un intervento su Al Jazeera. «I raid aerei che i Paesi occidentali conducono contro la Libia non sono da considerare come una guerra crociata perché Gheddafi non rappresenta l'Islam e quindi noi musulmani non abbiamo nulla da difendere in Libia». Qaradawi, che è anche il leader dell'associazione mondiale degli Ulemà, spiega che «non è islamico uccidere civili innocenti e minacciarli di morte. Per questo l'intervento internazionale in Libia è da considerarsi necessario».

20.00 STATO MAGGIORE LIBICO ORDINA IL CESSATE IL FUOCO. Il regime di Tripoli ha annunciato di essere pronto al cessate al fuoco a partire dalle 21 di questa sera. Lo ha dichiarato un portavoce del governo in una conferenza stampa, trasmessa da skynews 24, lasciando la parola a un portavoce delle forze armate libiche che ha letto un comunicato. «In conformità alla risoluzione 1973, le forze armate chiedono a tutte le unità militare di sospendere immediatamente dalle 21 di stasera le operazioni militari», ha detto il portavoce delle forze armate

19.21 TRIPOLI SOTTO ATTACCO. Un attacco aereo è in corso su Tripoli. Lo riferisce la Cnn. Secondo testimoni, è entrata in funzione la contraerea della coalizione che starebbe per colpire il bunker dove si trova Gheddafi.

19.05 FRANCIA: NESSUNA VITTIMA TRA I CIVILI. Il portavoce del ministero della Difesa francese, Laurent Teissere, ha smentito il regime di Tripoli, che ha riferito di decine di morti a causa dei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale in Libia. Secondo Parigi, non è stata causata alcuna vittima tra i civili.

19.00 LA TURCHIA CHIEDE A NATO DI RIVEDERE PIANI SU LIBIA. La Turchia ha chiesto il riesame dei piani per le operazioni che la Nato prepara da alcune settimane sulla Libia. Secondo la Turchia, l'intervento armato della coalizione ha cambiato il quadro della situazione.

18.43 SCOMPARSI DUE GIORNALISTI FRANCESI. Non si hanno più notizie di due giornalisti della France Presse, Dave Clark e Roberto Schmidt, che stanno seguendo gli eventi in Libia. L'ultimo contatto con i due reporter risale a venerdì scorso: i due si trovavano nella regione di Tobruk, e avevano mandato una mail spiegando di volersi recare fuori città per incontrare esponenti dell'opposizione. Clark, di base a Parigi, è inviato speciale in Libia dall'8 marzo; Schmidt, fotografo presso l'ufficio Afp di Nairobi, è in Libia dal 28 febbraio.

18.22 MINISTRO LIBICO: NESSUN COMBATTIMENTO A BENGASI. Il ministero della Difesa libico ha smentito le notizie relative a nuovi combattimenti in corso a Bengasi e dintorni, affermando che le forze governative stanno rispettando il cessate il fuoco proclamato venerdì sulla base della risoluzione adottata la sera prima dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Oltre che a Bengasi, attacchi dei lealisti sono stati denunciati anche su Misurata.

18.21 RIMORCHIATORE SEQUESTRATO: L'EQUIPAGGIO STA BENE. L'equipaggio della Asso 22 (leggi la storia), composto da otto italiani, due indiani e un ucraino, sta bene e si trova a bordo della nave. Lo ha reso noto la compagnia armatrice del rimorchiatore, la Augusta Offshore spa. Il rimorchiatore in queste ore ha lasciato il porto di Tripoli e si sta dirigendo verso una piattaforma petrolifera. Non è scortato da navi libiche, ma è presumibile che a bordo vi siano gli stessi uomini armati che verso le 17 del 19 marzo, poco prima dell'attacco dei caccia francesi in Libia, hanno sequestrato il rimorchiatore italiano che stava attraccando a Tripoli.

17.55 ITALIA CONGELA BENI RAÌS. L'Italia, in attuazione della risoluzione 1973 approvata il 17 marzo dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha congelato beni di Gheddafi o di entità libiche per 6-7 miliardi di euro. Lo ha reso noto l' ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante permanente italiano presso le Nazioni Unite.

16.55 ALEMANNO ALLERTA. È necessario innalzare il livello della sicurezza a Roma, dopo l'operazione iniziata il 19 marzo contro la Libia, anche se non vi sono minacce specifiche. A spiegarlo in una nota è stato il sindaco della capitale Gianni Alemanno.

16.28 PRIMO CONTRIBUTO ARABO. Il ministro della Difesa britannico, Liam Fox, ha affermato di aspettarsi a breve termine un primo contributo arabo diretto all'intervento contro il regime libico.«Spero che, magari già nella giornata del 20 marzo, sicuramente entro iol 21, assisteremo alla partecipazione alle operazioni, e all'invio di propri mezzi sul teatro delle operazioni, da parte della prima tra le Nazioni arabe», ha dichiarato Fox al network pubblico Bbc. «Ho parlato con i leader di alcuni dei Paesi arabi i quali avevano detto che sarebbero potuto essere coinvolti, e da loro ho ottenuto una risposta molto positiva». Alla domanda sulla tempistica di un eventuale intervento arabo, il ministro ha risposto: «Di certo nel prossimi due di giorni.È molto importante per l'opinione pubblica nel mondo arabo», ha sottolineato, «dimostrare che non è semplicemente l'Occidente ad agire, ma l'intera coalizione internazionale». Il primo Stato arabo a muoversi dovrebbe essere il Qatar. «Forze del Qatar», ha reso noto non a caso l'ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore interforze Usa, «in particolare aerei, stanno spostandosi verso posizioni prossime al teatro operativo. Ci sono altri Paesi arabi che si sono impegnati nello stesso senso», ha aggiunto Mullen, pur ammettendo che «avrei preferito avessero annunciato pubblicamente tale loro impegno».

16.25. STOP VOLI SU TRAPANI. Dalle 8,30 del 21 marzo è prevista la chiusura ai voli civili dell' aeroportoStop voli civili da e per Trapani Vincenzo Florio di Trapani Birgi. La decisione è stata presa nel pomeriggio del 20 marzo dopo un incontro nella base militare che ospita il comando del 37simo stormo dell'aeronautica militare tra il presidente dell'Airgest, Salvatore Ombra e il comandante dela base Mauro Gabetta. Domani mattina prima dello stop decolleranno due aerei.

16.00 PER SAIF LIBIA COME IRAQ. Il regime di Tripoli è rimasto «sorpreso» dai raid aerei dell'Occidente, ingannato da «un grosso malinteso» sulla situazione in Libia. È quanto ha dichiarato il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif al Islam, in un'intervista all'emittente Usa Abc. «Un giorno se ne pentiranno» ha detto Saif al Islam riferendosi alle potenze occidentali «scopriranno di aver appoggiato le persone sbagliate, persone che sono nemiche degli americani, dei libici, di tutto il mondo. Dovrebbero sostenere il popolo libico, la gente, i civili, non le milizie armate». Il figlio del leader libico ha quindi paragonato l'intervento in Libia a quanto avvenuto in Iraq nel 2003: «È come con le armi di distruzione di massa, il fiasco delle armi di distruzione di massa. Le armi in Iraq e le milizie armate in Libia. Scoprirete che in Libia non ci sono manifestanti pacifici o persone che parlano di democrazia. Noi stiamo combattendo i terroristi». Il secondogenito di Gheddafi ha quindi ribadito che il colonnello non intende lasciare la guida del Paese: «Perchè lasciare ancora, si tratta di un grosso malinteso.Tutto il Paese è unito contro le milizie armate e i terroristi. È semplice, gli americani e gli altri Paesi occidentali stanno sostenendo i terroristi e le milizie armate»

15.51 NUOVI CACCIA SULLA LIBIA. Sei caccia F16 della flotta aeronautica danese sono decollati poco dopo le 15 del 20 marzo dalla base militare americana di Sigonella, in provincia di Catania, per dirigersi verso la Libia.Gli aerei, giunti nello scalo siciliano ieri pomeriggio, sono i primi a decollare da una delle sette basi sul suolo italiano messe a disposizione dal governo nazionale alla Nato, impegnata nei raid aerei in Libia.

15.10 LA RUSSA TRANQUILLIZZA. «Abbiamo aderito alla coalizione, trasferendo sotto il comando della coalizione stessa, otto aerei, ma se fra un minuto ci chiedessero altri tipi di aerei valuteremmo. Una cosa è certa: non è intenzione dell'Italia mettere caveat al proprio intervento». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a in 1/2 h di Lucia Annunziata su Rai Tre. «Vogliamo partecipare alla pari a questa operazione finalizzata alla salvaguardia della popolazione libica», ha concluso.

14.50 OBIETTIVO: TAGLIARE I RIFORNIMENTI. L'ammiraglio americano Mullen ha riferito che le forze di Gheddafi «sono sparpagliate in modo abbastanza significativo tra Tripoli e Bengasi. Ora cercheremo di tagliare loro i rifornimenti», ha aggiunto, sottolineando tuttavia che l'operazione Odyssey prevede molte fasi e che con il bombardamento di oggi si è conclusa solo la seconda fase della missione. «Tutto dipende da ciò che farà Gheddafi» ha ripetuto l'ammiraglio.

14.45 LA RUSSIA INTERVIENE. La Russia ha chiesto a Francia, Gran Bretagna e Usa di «sospendere l'uso non selettivo della forza» contro la Libia. In un comunicato il ministero degli Esteri di Mosca ha espresso «rammarico» per un intervento giudicato «troppo frettoloso». I media locali hanno inoltre citato 'fonti' del Cremlino secondo le quali l'ambasciatore di Mosca a Tripoli è stato sollevato dall'incarico, per ragioni ancora non chiare.

14.40 LEGA ARABA CONTRARIA AI RAID. La Lega araba, che aveva sostenuto in pieno l'istituzione della no fly zone sui cieli libici, ha criticato i raid aerei occidentali sulla Libia: «Sono andati oltre il loro obiettivo, che era diverso da quanto sta succedendo in Libia», ha detto il segretario generale della Lega, Amr Mussa. «Quello che vogliamo è proteggere i civili e per questo non sono necessari interventi militari». E ha aggiunto: «La risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza sulla Libia afferma il divieto di ogni tipo di ''invasione e di occupazione''».

14.35 GHEDDAFI ATTACCA MISURATA. Le forze fedeli a Gheddafi sono entrate nella città insorta di Misurata, 200 km a est di Tripoli, dove sono incorso combattimenti. Secondo alcuni testimoni residenti le truppe del raìs hanno bloccato il porto cittadino con le loro imbarcazioni, fermando gli approvvigionamenti.

Chiuso aeroporto Trapani, più controlli su Roma

14.22 CHIUSO AEROPORTO DI TRAPANI. L'aeroporto civile di Trapani Birgi 'Vincenzo Florio' entro poche ore sarà chiuso al traffico aereo civile a causa delle operazioni dell'aeronautica militare che riguardano la Libia. I voli saranno dirottati su altri aeroporti. L'aeroporto dista 15 km dal capoluogo ed è attiguo alla base del 37esimo stormo dell'Aeronautica militare, ha infatti alcune piste in comune. L'aeroporto di Trapani Birgi, insieme con la base di Sigonella e con l'aeroporto di Pantelleria, è al centro delle attività dell'aeronautica Nato. Il 20 marzo nell'aeroporto sono arrivati quattro velivoli Euro Fighter 2000 dallo stormo di Grosseto. Il 19 marzo erano giunti altri aerei militari che ora sono schierati: gli Awacs, una sorta di radar volanti, gli F16, i Tornado, gli F18 canadesi.

14.10 ROMA E FIUMICINO: AUMENTO DELLA SORVEGLIANZA. Innalzato anche all'aeroporto di Fiumicino il livello di attenzione e vigilanza, peraltro da tempo già su standard elevati, a seguito dell'inizio dei raid aerei occidentali sulla Libia. L'ulteriore stretta sui controlli e sui livelli di sicurezza è una delle misure decise dal Dipartimento di pubblica sicurezza e dalla Direzione centrale per l'Immigrazione e delle Polizie di frontiera. L'aumento della sorveglianza, anche con attività di prevenzione, riguarda in particolare i cosiddetti obiettivi sensibili, i voli delle compagnie considerate a rischio, i controlli dei documenti dei passeggeri e delle aree di accesso alla zona aeroportuale.
Massima attenzione da parte della forze dell'ordine a Roma davanti alle sedi diplomatiche di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, obiettivi ritenuti sensibili a seguito degli sviluppi della situazione in Libia. Tra gli edifici oggetto di una speciale attenzione ci sono anche le sedi istituzionali e governative italiane nella capitale. Alcuni blindati presidiano l'ambasciata libica, mentre diverse volanti sono state dislocate in luoghi dove è richiesta la massima sorveglianza.

14.00 IL PD SOSTIENE L'ATTACCO. L'intervento in Libia, ha detto Bersani, è «necessario e legale in quanto avviene a seguito di una deliberazione dell'Onu e il Pd é pronto a sostenerlo». Detto ciò «l'Italia si presenta in una situazione di debolezza grave perché abbiamo due linee e anché perché negli ultimi tempi con la politica del 'ghe pensi mi' di Berlusconi c'é stato uno sbilanciamento nei rapporti internazionali», aggiunge il presidente del Pd e una «situazione quasi di subalternità fino al rischio che il nostro Paese debba partecipare molto e decidere poco».

Raid: almeno 64 i morti

I jet francesi stanno sorvolando la città di Bengasi (Ansa).


13.45 SI CONTANO 64 MORTI. Il numero delle vittime dei raid aerei della coalizione è salito a 64, dopo il decesso di alcuni feriti: è questo il bilancio ufficiale del ministero della salute libico.

13.42 UNIONE AFRICANA: STOP ALLE OSTILITA'. Il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha chiesto lo stop immediato a tutte le ostilità in Libia. Membri del comitato avrebbero dovuto recarsi il 20 marzo a Tripoli ma non hanno ricevuto l'autorizzazione. La Ua ha fatto anche appello alla 'prudenza' da parte della comunità internazionale per evitare 'gravi conseguenze umanitarie'.

13.30 LA RUSSA: AUSPICO INTERVENTO NATO. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha detto di augurarsi «l'entrata in campo della Nato» nella questione libica. Parlando ai giornalisti ha spiegato che «il compito che l'Onu ha assegnato ai singoli Stati, alla coalizione, per esempio alla Nato che continuo ad auspicare entri in campo, non è quello di intervenire su Gheddafi ma di proteggere i cittadini libici».

13.15 QUATTRO EUROFIGHTER IN ARRIVO A TRAPANI. Sono arrivati alla base dell'Aeronautica militare di Trapani Birgi quattro aerei Eurofighter provenienti dal IV stormo di Grosseto e che sono utilizzati per la difesa da eventuali attacchi. Gli Eurofighter resteranno sulle piste di Trapani Birgi, dove ha sede il 37° stormo dell'Aeronautica militare fino a quando la situazione internazionale non cambierà.
Intanto anche Tornado e Typhoon della Raf si sposteranno «presto» in una base nell'Italia meridionale dove verrà stabilito il comando operativo delle forze del Regno Unito nell'operazione Odissey Dawn. Lo ha detto il ministro della difesa britannico Liam Fox alla Bbc.

13.00 PORTAEREI CHARLES DE GAULLE SALPA DA TOLONE. È salpata alle 13.00 da Tolone, nel sud della Francia, la portaerei nucleare Charles de Gaulle, unica portaerei a propulsione nucleare in possesso della Francia, che appoggerà le incursioni aeree dell'aviazione di Parigi già in corso dal 19 marzo. «Le operazioni francesi continuano, gli aerei sono sul posto». Ma il portavoce del ministero della Difesa a Parigi non ha ancora confermato la partenza, insieme alla Charles de Gaulle, di una fregata che potrebbe andare a raggiungere le due fregate francesi che già operano nelle acque del Mediterraneo, al largo della Libia.

12.20 NO ARMI CHIMICHE. Il comandante americano Mike Mullen ha dichiarato che non vi sono «non vi sono indicazioni che Gheddafi si stia orientando sull'uso di armi chimiche».

12.15 IL MAROCCO SEGUE L'ONDA RIVOLUZIONARIA. Diverse centinaiaia di persone, tra cui numerosi islamisti, hanno dato vita a manifestazioni oggi a Rabat e Casablanca, per invocare democrazia e giustizia sociale. «Il popolo marocchino chiede il cambiamento», scandiscono i dimostranti che chiedeono, nei loro striscioni, le dimissioni del governo e «la libertà e la dignità per il popolo marocchino». Al momento, non vi sono particolari misure di sicurezza.

12.11 AEREI GHEDDAFI FUORI GIOCO. La 'no fly zone' è assicurata: la contraerea libica è stata resa inoffensiva e non vi sono segnali aerei libici in volo e di civili feriti. A dare la notizia è il comandante americano Mike Mullen, che ha aggiunto «non vi sono indicazioni che Gheddafi si stia orientando sull'uso di armi chimiche».

Lo schieramento inglese

11.30 INGLESI IN LIBIA DA TRE SETTIMANE. Centinaia di soldati delle forze speciali britanniche Sas sarebbero in azione da almeno tre settimane in Libia al fianco dei gruppi ribelli, afferma oggi il quotidiano Sunday Mirror. Due unità di forze speciali soprannominate 'Smash' per la loro capacità distruttiva, avrebbero dato la caccia ai sistemi di lancio di missili terra aria di Muammar Gheddafi (i Sam 5 di fabbricazione russa) in grado di colpire bersagli attraverso il Mediterraneo con una gittata di quasi 400 chilometri.
Affiancate da personale sanitario, ingegneri e segnalatori, le Sas hanno creato posizioni sul terreno in modo da venire in aiuto in caso in cui jet della coalizione fossero stati abbattuti durante i raid. Secondo fonti di intelligente citate dal Mirror la Libia aveva solo quattro sistemi missilistici Sam 5 che possono essere identificati dalle contromisure elettroniche quando vengono attivati. I missili a lunga gittata sarebbero invece stati nascosti in bunker settimane fa.

11.15 DI NUOVO SOTTO ATTACCO, 40 BOMBE. Secondo alcune fonti nuove incursioni aeree da parte dei militari francesi sarrebbero appena riniziate sopra i cieli libici. Intanto un aeroporto libico è stato attaccato da aerei invisibili ai radar (stealth) statunitensi. A dare la notizia è la tv americana. La Cbs ha detto che tre bombardieri stealth B-2 Spirit hanno lanciato 40 bombe contro una base aera libica.

11.00 NESSUNA TRUPPA INGLESE DI TERRA. «Per il momento» non ci sono piani da parte della Gran Bretagna di impiegare truppe di terra nell'operazione contro il leader libico. Il cancelliere dello scacchiere George Osborne alla Bbc ha detto che l'obiettivo a breve dell'operazione è di creare una 'no fly zone' che permetta il pattugliamento della Libia da parte di altri paesi della coalizione. A lungo termine lo scopo è «creare lo spazio perché il popolo libico possa prendere le proprie decisioni per il futuro», ha detto Osborne anche se «ovviamente la Gran Bretagna vorrebbe che il colonnello Gheddafi se ne andasse. Ma questo non è parte della risoluzione Onu, spetta al popolo libico decidere il suo futuro».

Il Colonnello appare in televisione

Muammar Gheddafi (Getty).

10.35 PARLA GHEDDAFI. «La nostra terra sarà un inferno per voi». È la nuova minaccia del leader libico Muammar Gheddafi contro la coalizione internazionale che sta attaccando la Libia. Il raìs ha appena registrato un lungo messaggio audio mandato in onda dalla televisione libica e dalle varie tv, fra cui Al Jazira: «Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà. Siete dei barbari, terroristi, dei mostri, state attaccando un popolo civile, disarmato che non vi ha fatto nulla. Questa è una nuova crociata e voi volete attaccare l'Islam, ma a partire da oggi sarà più forte. Noi oggi alziamo la bandiera dei popoli che lottano per la libertà e per la pace. Bengasi sarà con noi e si ribellerà contro di voi, o oppressori. Voi (occidentali) volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Ripensateci, ritiratevi nelle vostre basi», ha detto rivolgendosi alla coalizione occidentale. Poi all'Italia un messaggio: «Italia, sei traditrice», ha affermato Gheddafi che ha esplicitamente accusato di tradimento anche la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti.

10.15 CECCHINI SUI TETTI A MISURATA. La città libica insorta di Misurata è ancora circondata dalle forze fedeli a Gheddafi e nel centro sono entrati in azione i cecchini sui tetti. Lo dicono testimoni residenti della terza città libica, circa 200 km a est di Tripoli. «I cecchini sono posizionati sui tetti di tre edifici sulla strada principale della città. Sembrano pronti a sparare su qualunque cosa si muova. Nessuno osa passare per quella strada», dice al telefono il testimone, Mohammed. «Misurata oggi è tranquilla, ma le brigate di Gheddafi sono ancora posizionate nelle periferie e la circondano», dice.

10.00 CESSATI BOMBARDAMENTI SU TRIPOLI E BENGASI. I bombardamenti condotti dalle forze della coalizione anti-Gheddafi contro obiettivi militari libici su Tripoli e Bengasi, sono cessati questa mattina. Lo affermano testimoni e giornalisti secondo i quali all'inizio di giornata Tripoli e Bengasi - bastione della ribellione - appaiono calme. Gli abitanti che nella notte si erano rifugiati nelle case per i violenti bombardamenti della coalizione e delle forze di Gheddafi, cominciano a uscire per le strade.

9.15 NON ESCLUSI RAID SUL QUARTIERE GENERALE DEL RAÌS. «I raid aerei potranno prendere a bersaglio anche il quartier generale del Colonnello», dice al quotidiano la Repubblica il generale Wesley Clark, ex comandante supremo delle forze Nato durante la guerra del Kosovo e sulla risoluzione dell'Onu aggiunge, «è nettissima riguardo all'obiettivo finale: sbarazzare la Libia del dittatore Muhammar Gheddafi. Per questo il Consiglio di sicurezza ha autorizzato il ricorso a ogni mezzo, salvo l'occupazione militare del Paese. In breve tutto è lecito, o quasi».

9.00 L'OPERAZIONE DA LONDRA. Tre tornado da Londra. é la missione di bombardamento più a lungo raggio dai tempi della guerra delle Falkland nel 1982. L'operazione di almeno 3 Tornado appoggiati da aerei da rifornimento VC10 e Tristar e da ricognizione ED Sentry e Sentinel si è coordinata da parte britannica con quella di un sottomarino della classe Trafalgar che ha lanciato missili teleguidati per abbattere le difese anti-aeree libiche su oltre 20 località della costa. I tornado della Raf che hanno partecipato all'operazione in Libia hanno volato 4.800 chilometri dalla base di Marham nel Norfolk e ritorno.

La condanna dei talebani

9.15 TALEBANI CONDANNANO L'ATTACCO. I talebani afghani hanno condannato oggi «le interferenze dell'Onu e dell'Occidente negli affari interni della Libia» perché esse «avranno conseguenze che sono contro gli interessi dei paesi islamici». In un comunicato, il portavoce dei talebani indica che «l'Emirato islamico dell'Afghanistan condanna categoricamente l'interferenza delle Nazioni Unite e dell'Occidente negli affari interni del popolo libico, le cui conseguenze sono contro l'interesse dei paesi islamici e dei musulmani».Nella dichiarazione si rivolge infine un appello alla popolazione libica «a prendere il controllo della crisi e a non permettere che altri gestiscano il suo futuro».

8.30 PERPLESSITÀ ITALIANE. «Premesso che l'Italia è vincolata alla risoluzione dell'Onu, su questo intervento nutro molte perplessità». Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che auspica dopo la «minaccia» dell'opzione militare in Libia la deposizione delle armi e la «ripresa della trattativa».

07.15. FORZE BRITANNICHE IN AZIONE. In nottata Londra ha comunicato di avere anche effettuato raid aerei. Secondo la tv di stato, gli attacchi hanno provocato la morte di almeno 48 persone e il ferimento di altre 150 e colpito obiettivi civili in diverse zone del Paese nonché un ospedale in un sobborgo della capitale.

07.00. ALLAH È GRANDE. Prima dell'alba la contraerea è entrata in azione nella capitale libica e si sono udite esplosioni, mentre si alzavano grida di 'Allah è grande'. Del bombardamento nelle prime ore del 20 marzo su Tripoli hanno dato notizia l'Afp e la televisione di stato libica.

04.32. LA CINA CONTRARIA. La Cina esprime «rammarico» per l'attacco militare contro la Libia. Così il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, che ha aggiunto: «Non concorda con il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali». Pechino, insieme con la Russia, si era astenuta, in sede di consiglio di sicurezza dell'Onu, sul voto alla risoluzione 1973 del 17 marzo scorso sul'istituzione della No Fly Zone, dichiarando di avere «serie riserve» sulla bozza presentata da Francia, Gran Bretagna, Usa e Libano (quest'ultimo in rappresentanza della Lega araba).

02.15. GHEDDAFI CHIEDE RIUNIONE DEL CONSIGLIO ONU. La Libia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri libico in un comunicato diffuso a Tripoli. Il governo libico ha anche annunciato che non coopererà più nella lotta all'immigrazione clandestina.

02.05 LONDRA: RAID INGLESI SULLA LIBIA. Nella notte un responsabile del ministero della Difesa britannico ha annunciato che flotte di Cacciabombardieri britannici Tornado hanno lanciato raid aerei sulla Libia.

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