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il punto
2 Maggio Mag 2011 2206 02 maggio 2011

Cinque domande sulla fine dello sceicco

Contraddizioni e lacune sulla cattura di bin Laden.

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Osama Bin Laden.

Va bene, lasciamo da parte per un attimo gli elogi per il controverso colpo del decennio. La giustizia sopraggiunta. La vendetta servita fredda. Mettendo una dietro l’altra le informazioni filtrate o annunciate in modo roboante sull’uccisione di Osama bin Laden, qualcosa non torna.
La versione della Casa Bianca è lacunosa in molti punti, quando non contraddittoria o ai limiti dell’incredibile. Senza intento negazionista, ma solo per il piacere della chiarezza, proviamo a metterli in fila.
Com’è avvenuta l’operazione? Gli americani hanno detto di essere arrivati sul posto con due elicotteri e 14 marine. Uno dei due velivoli ha avuto problemi tecnici, l’altro ha sbarcato le teste di cuoio. Bin Laden non si è fatto catturare facilmente: le sue guardie hanno sparato contro le forze speciali Usa. Alla fine, i navy seals hanno avuto la meglio e hanno freddato quattro persone più lo sceicco.
Ma un residente di Abbottabad ha scritto su Twitter di aver visto quattro elicotteri, di aver sentito un’esplosione e uno schianto. Lunedì mattina, poi, la televisione pachistana ha mandato in onda immagini del compound avvolto dalle fiamme. Quando anche dall’America è arrivato un filmato, ore dopo, nella struttura non c’era segno di fuoco.
Chi era sul posto? La prima versione della Casa Bianca parlava di un blitz effettuato da agenti americani e pachistani. In un incontro a latere, però, la Cia ha rivelato che nessuno era stato informato dell'operazione: non il governo di Islamabad né i servizi pachistani. L’ultima ricostruzione ha citato solo i 14 delle forze speciali Usa.
Che fine ha fatto il corpo? Stando a Washington, il cadavere dello sceicco è stato affidato al mare da una portaerei Usa, in ossequio alla tradizione islamica. Ora, non solo non è vero che per la religione musulmana l’acqua sia una tomba gradita, ma è possibile credere che dopo aver speso centinaia di milioni di dollari per trovarlo gli americani si siano disfatti di bin Laden così in fretta? Anche ammesso che sia vero: come mai tutta questa urgenza?
Chi l’ha visto? La prova della cattura, poi, è stata affidata al riconoscimento del corpo da parte delle una delle mogli che viveva con Osama: nessun altro al mondo lo ha visto morto. E il test del dna sarebbe stato fatto confrontandolo con quello della sorella residente in America deceduta anni fa per un cancro.
I risultati, poi, sono arrivati nel giro di pochissimo; quindi quando era stato prelevato il dna? L’operazione risale realmente al primo maggio?
Infine, viene da chiedersi perché la Casa Bianca sia stata così sprovveduta da lasciare che una foto palesemente falsa fosse fatta circolare sul web e nelle tivù per tutto il giorno, minando la credibilità dell’intera operazione.
Perché proprio ora? Gli Usa erano sulle tracce del fondatore di al Qaeda da dieci anni. Sapevano bene che si trovava in Pakistan: lo sospettavamo persino noi giornalisti.
Oltretutto, lo sceicco non stava rinchiuso in una grotta, come originariamente ipotizzato. Viveva nell’ala di un compound occupato da militari pachistani, sorvegliato a vista, con un muro alto cinque metri coronato da filo spinato. È difficile credere che gli uomini del governo locale non sapessero della sua presenza in zona: oltretutto, comunicava con l’esterno solo tramite corrieri.
Come mai qualcuno ha deciso di tradirlo proprio adesso? Che cosa è cambiato nella regione? Quali sono stati gli scambi e i favori? E perché bin Laden non si è preparato una via di fuga? Forse era molto ingenuo. O magari non era in quella casa, il primo maggio.

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