Senza quorum
Torino 16 Settembre Set 2011 1249 16 settembre 2011

«Troppo vecchi», viene tolta la figlia di 16 mesi

Nata dalla fecondazione artificiale, il padre ha 70 anni, la madre 57.

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Il 12 e il 13 giugno del 2005 gli italiani furono chiamati a esprimersi sui quesiti: divieto di fecondazione eterologa; norme su finalità, diritti, soggetti coinvolti e limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni. A vincere furono i «sì», ma il referendum non raggiunse il quorum, perché solo il 25,9% degli aventi diritto al voto si recò alle urne.

Il tribunale per i Minori di Torino ha dichiarato 'adottabile' una bimba di un anno e mezzo togliendola ai suoi genitori naturali perché sono 'troppo' anziani, dal momento che il padre ha 70 anni e la madre 57.
FECONDAZIONE ARTIFICIALE. La bimba è nata il 26 maggio 2010 all'ospedale Sant'Anna di Torino grazie alla fecondazione artificiale fatta all'estero e, per decisione della stessa magistratura minorile, è in affido da quando aveva un mese. La coppia vive a Mirabello Monferrato (Alessandria), Secondo il Tribunale, la bimba è «il frutto di un'applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica».
FRUTTO DI ONNIPOTENZA. La volontà di concepirla, inoltre, è «una scelta che, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l'accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino». I legali che assistono i genitori della bambina, gli avvocati Fabio Deorsola e Giulio Calosso, hanno annunciato di voler presentare ricorso contro la decisione del Tribunale.
ORFANA DA GIOVANE. Nel decidere l'adottabilità della bambina i giudici di Torino si sono avvalsi anche di una consulenza tecnica secondo la quale «il dato della differenza di età per i genitori non assume alcuna rilevanza, essendo secondario rispetto all'appagamento del bisogno narcisistico di avere un bambino». In sostanza, secondo il Tribunale presieduto da Donata Clerici, i genitori «non si sono mai posti domande in merito al fatto» che la figlia «si ritroverà orfana in giovane età e prima ancora sarà costretta a curare i genitori anziani, che potrebbero avere patologie più o meno invalidanti, proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori».
«LA VITTIMA È LA BIMBA». La coppia, Gabriella e Luigi De Ambrosis, lei bibliotecaria, lui impiegato ed ex sindaco di un piccolo paese del Monferrato, hanno sostenuto che vittima della vicenda non sono loro ma proprio la bimba, dal momento che, hanno spiegato, per loro un figlio è espressione dell'amore di una coppia. Per i loro legali, la sentenza del Tribunale si fonda sul pregiudizio secondo il quale l'adozione è una strada alternativa per soddisfare il desiderio di essere genitori.
ADOZIONE GIÀ RESPINTA. Gabriella e Luigi De Ambrosis si sono sposati nel 1990, quando la donna aveva 36 anni. Non rimanendo incinta, Gabriella si è sottoposta a dieci tentativi di fecondazione assistita in Italia, tutti senza successo. La coppia ha presentato anche due richieste di adozione, entrambe respinte. Ha quindi deciso la fecondazione artificiale all'estero ed è nata la bimba. Un mese dopo la nascita, però, la piccola è stata data in affidamento per decisione del Tribunale dei minori che, attraverso le sue strutture, ha sempre seguito la vicenda della coppia.
LA SEGNALAZIONE DEI VICINI. L'affido era stato deciso dopo la segnalazione di alcuni vicini della coppia che avevano visto piangere la bambina, lasciata da sola nell'auto del papà per alcuni minuti, anche se, hanno scritto gli stessi giudici, non in situazione di pericolo. Per quell'episodio è in corso un procedimento penale nei riguardi dei genitori per l'ipotesi di reato di abbandono di minore, la cui udienza preliminare è prevista per il prossimo mese di febbraio.

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