Violenza 111125164802
CONTROCORRENTE
25 Novembre Nov 2011 1650 25 novembre 2011

Il volto violento dell'Italia

Dal benzinaio di Thiene all'anziano ucciso a Cremona: nel Paese si uccide all'ingrosso.

  • ...

L'Italia sta vivendo un'escalation di violenza.

A Thiene un benzinaio ammazzato a coltellate, a Novara una gioielliera semiaccoppata da una bastonata in testa, a Licola una vecchia torturata per pochi soldi, a Cremona una lite tra anziani che finisce in omicidio per la prepotenza di usurpare un parcheggio per disabili. E questi sono solo alcuni degli episodi intercettati dai notiziari.
Cosa succede nell'Italia da Vicenza a Napoli, dalle Alpi a Capo Passero?
TRAMONTO DEI FRENI INIBITORI. Succede che si uccide all'ingrosso, senza rimorsi, come capita (tanto, male che vada, si finisce subito ai domiciliari senza passare per la galera o quasi).
Succede che sembrano saltati gli ultimi freni inibitori, i controlli, la paura della reazione dello Stato, che arriva, se mai arriva, in forma blanda, con tutte le garanzie del caso e anche qualcuna in più.
Succede che il Paese sembra alla mercé di se stesso, dove non solo gli stranieri, ma ormai anche gli indigeni non si integrano più.
Succede una storia presociale, da homo homini lupus, che trova i suoi motivi nell'alienazione metropolitana, come il 12enne in bicicletta finito sotto un tram, che lo uccide, a Milano per colpa di una giovane che senza guardare gli aveva sbattuto addosso lo sportello della macchina, secondo costume cittadino. Ma anche una sorta di violenza ormai incontrollata, un vento di ferocia che nessuno sa bene come fare rientrare nel vaso di Pandora.

Alla ricerca di un motivo di vita

Da Nord a Sud, l'Italia sembra assistere alla fine delle regole.

Si dice che criminali e aguzzini, quando sono presi, sono subito liberati con tante scuse. Che le leggi garantiscono i delinquenti, che la giustizia è congestionata e che le forze dell'ordine non ce la fanno. Si dice anche che siamo troppi e disintegrati, che siamo come milioni di colpi in canna, proiettili umani che aspettano solo di partire contro un loro simile.
Tutte ottime ragioni, che però sembrano sovrastate da una ragione più urgente, più avvolgente: l'inutilità di un vivere che ci siamo apparecchiati anno dopo anno, conquista dopo conquista, pretesa dopo pretesa. E diritto dopo diritto.
Siamo ricchi di diritti, mai avute tante leggi, mai sentita tanta retorica sulle regole che però non fanno più paura a nessuno, sono totem, religioni prese in giro come ormai tutte le credenze. E chi si alza al mattino non trova più motivi per farlo, e traduce in rabbia omicida la propria disperazione, la sua paura di stare in un mondo ostile e privo di senso.
ESISTENZA SENZA REGOLE. L'unica regola vera è quella di un suv, sparata su un cartellone gigantesco a Milano e dice: «L'unica regola è non avere regole».
Il padre di Giacomo, il ragazzo morto in bici a Milano si è indignato e ha ottenuto, pare, la rimozione. Ma il fatto è che quella è l'unica crudele verità dei nostri villaggi e città, della nostra società dissociata che non ha tempo, non ha voglia, non ha forza di seguire più alcuna regola.
Comportamenti demenziali, come torturare un'anziana o spaccare la testa a bastonate a una donna o, ancora peggio, travolgere un invalido che ha il diritto di fermarsi in un posto a lui destinato, vengono presi con fatalismo, con rassegnazione, aspettando il peggio.
È la logica delirante che regola i comportamenti collettivi: se mi intralci, se non ti sposti, ti cancello, ti elimino. La violenza spiccia assume caratteri demenziali come mai prima: condannano tre giovinastri a otto anni per stupro e i parenti, in 20, devastano il tribunale, il luogo kafkiano, ma tanto nessuno più legge Kafka, preferendo le cronache del Grande Fratello che istiga al litigio, alla violenza dissociativa, concentrazionaria.

Come nelle metropoli violente, la gente si barrica in casa

Tra gli ultimi episodi di cronaca, un benzinaio ucciso a coltellate a Thiene.

La gente, a Thiene come a Licola, dice: qui era tutto così tranquillo, chi l'avrebbe detto? E impara a barricarsi in casa come nelle periferie orrende delle metropoli. La sensazione è che la deriva è destinata a continuare: è la cronaca, che si fa storia, a confermarlo, non c'è mai stata inversione di tendenza sulla criminalità da due soldi, ma sempre più brutale e claustrofobica. Non da noi almeno, che non amiamo i sindaci sceriffi alla Rudy Giuliani, quello che ripulì New York.
Noi di fronte alle vecchie seviziate e alle donne massacrate preferiamo imbastire una bella ricerca sociologica, un talk show in funzione assolutoria, con la solita morale: comportamenti devianti, episodici. E tutti fingono di crederci pur di non vedere che oltre una certa soglia casistica, i comportamenti malsani diventano la norma, ovvero che i mostri sono in mezzo a noi, siamo noi.
Il salvatore della patria Mario Monti ha compiti ingrati davanti a sé, non gli basteranno le sue misure economiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso