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GLI SVILUPPI 28 Agosto Ago 2012 1635 28 agosto 2012

Pakistan, bimba disabile e 14enne: presto libera

Perizia sulla ragazzina blasfema: fuori su cauzione il 30 agosto.

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I fedeli musulmani nel mondo sono circa 1,6 miliardi: tutti, sunniti e sciiti, considerano il Corano il libro sacro rivelato da Allah al profeta Mohammed.

Rimsha Masih, la bambina cristiana arrestata con l'accusa di blasfemia, è comparsa il 28 agosto davanti a un giudice di Islamabad che le ha fatto intravvedere la speranza di poter recuperare la sua libertà giovedì 30 agosto, sia pure dietro cauzione.
UFFICIALE, È MINORENNE. L'attesa udienza nel tribunale della capitale è stata seguita da moltissime persone, cristiani e attivisti sociali, che si sono accalcati nell'aula in cui il giudice Raja Jawad Hassan Abbasi ha fra l'altro preso visione di un rapporto di una equipe medica da cui è emerso ufficialmente che la piccola ha circa 14 anni, ed è quindi minorenne, e che soffre «di un certo grado di deficienza mentale».
«SVILUPPO MENTALE INFERIORE». Per questo, si legge nel Rapporto firmato dal primario dell'Ospedale dei Servizi federali, dottor Zahid, «il suo sviluppo mentale è senz'altro inferiore alla sua età anagrafica».
Che quindi non è di 11 anni, come hanno sostenuto gli attivisti, ma neppure di 16 come hanno assicurato i musulmani che hanno imposto il suo arresto alla polizia.
TRIBUNALE MINORILE PIÙ MORBIDO. Il fatto che si sia accertata senza ombra di dubbio la sua minore età fa sì che la ragazzina venga giudicata da un tribunale minorile che notoriamente si esprime in modo più blando per le questioni legate alla blasfemia.

I legali: «Vediamo la luce in fondo al tunnel»

Pakistan: veduta di Quetta.

Il giudice Abbasi ha inoltre esaminato una richiesta di libertà presentata giorni fa dai legali della bambina, respingendola però per vizio di forma.
Una nuova istanza è stata immediatamente presentata nella forma dovuta, e il magistrato ne ha fissato l'esame per giovedì 30 agosto.
FESTEGGIANO GLI AVVOCATI. Raggiante uno dei due avvocati difensori Tahir Naveed Choudhary (l'altro è Parvez Khan) secondo cui «si comincia a vedere la luce alla fine del tunnel. Sono molto ottimista sulla possibilità che alla fine della prossima udienza Rimsha tornerà libera».
MOBILITAZIONE DEI CRISTIANI. La mobilitazione della minoranza cristiana pachistana a sostegno di Rimsha, dei suoi famigliari, e delle centinaia di cristiani che hanno dovuto abbandonare precipitosamente il villaggio di Mehrabadi, ha dato importanti frutti negli ultimi giorni.
«A PROCESSO CHI LA ACCUSA». Il presidente del Consiglio degli Ulema, Tahir Ashrafi, ha chiesto che il processo nei confronti della bambina, se mai se ne celebrerà uno, «deve svolgersi in modo imparziale e corretto» e che «se Rimsha sarà riconosciuta innocente, chi l'ha accusata dovrà a sua volta essere processato».

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