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CULTI ALTERNATIVI 16 Settembre Set 2012 0757 16 settembre 2012

Roma, un giorno da Pagani

Oltre 300 sciamani e druidi al pride day del 22 settembre.

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Oltre 300 tra streghe, sciamani e druidi sono pronti a invadere Roma. L'occasione è il Pagan pride day previsto per il 22 settembre a Villa Pamphili, un evento cardine per la comunità neo-pagana italiana che comprenderebbe circa 40 mila fedeli.
ADEPTI IN CRESCITA. Giunto alla sua 12esima edizione, il festival è uno degli appuntamenti storici dell’International pagan day project. Il progetto si snoda attorno a una serie di eventi che, dal 1998, si svolgono durante la stessa finestra temporale: a ridosso di Mabon, l’equinozio d’autunno. «È un momento molto importante che conclude il raccolto dei frutti della terra», ha spiegato a Lettera43.it Vanth SpiritWalker, uno degli organizzatori della manifestazione nazionale.
Dopo la distribuzione di una tisana di benvenuto, è previsto un workshop dedicato ai talismani nordici, alle rune sull’Albero di Yggdrasil e all’eclettismo in cucina. Dopo il pranzo in comune, la giornata è destinata a chiudersi con le danze sacre, intorno alle 17.

Niente animali sgozzati o riti satanici: solo energie condivise

Ma il fulcro della giornata, quello che forse incuriosisce di più chi è completamente digiuno di paganesimo, è il rituale pubblico, previsto intorno alle 13.00.
Proprio attorno ai rituali si è creato il pregiudizio che accomuna i neo-pagani ai satanisti: «Non abbiamo nulla a che fare con loro», ha chiarito Vanth SpiritWalker, «anche perché Satana è un’entità della tradizione abramitica, per noi non esiste: non concepiamo alcuna entità che, con altro nome, sia la personificazione del Male».
Nella prospettiva pagana, ogni cosa racchiude in sé entrambe le polarità del bene e dell'oscurità e all'uomo il libero viene assegnato il libero arbitrio. I rituali vengono compiuti senza sacrifici né violenze, ma con il solo utilizzo delle energie dei partecipanti.
NESSUN SACRIFICIO. Quello del Pagan Pride Day, trattandosi di una festa del raccolto, è un rito officiato per ringraziare gli dèi dell’abbondanza ricevuta. Per farlo un sacerdote crea lo spazio sacro, mentre una sacerdotessa procede all’invocazione degli elementi.
L’invocazione degli dèi all’interno del cerchio avviene utilizzando l'energia degli adepti e null’altro. Niente animali sgozzati né orge, dunque. E, la vita di un neo-pagano differisce da quella di un qualsiasi altro credente: «Pur nella diversità delle nostre tradizioni, non mi risulta nulla di così vincolante da condizionare la vita quotidiana», ha detto Vanth SpiritWalker, «e seguire una spiritualità naturale vuol dire essere immersi nel mondo che ci circonda e in equilibrio, senza doversene astrarre».

I partecipati al pride sono aumentati da 70 a 320

Riattualizzazione di alcuni antichi rituali sciamanici in Russia.

La prima edizione del Pagan Pride Day fece convergere a Roma 70 neo-pagani, ma con il passare del tempo i partecipanti sono aumentati: nel 2011 sono stati 320 e gli organizzatori sperano di arrivare, nel 2012, a 350.
Un numero che non è comunque rappresentativo della realtà italiana legata a questi culti che, secondo cifre ufficiose, raggrupperebbe circa 40 mila persone.
Anche se in Italia è difficile avere stime precise. «Il calcolo è stato realizzato in base agli utenti unici del nostro sito», ha spiegato Vanth SpiritWalker, «e al numero di persone che partecipano ai forum sul web. Ma riteniamo che si possano prendere come riferimento i numeri dell’Inghilterra, una realtà che ha caratteristiche simili alla nostra». Nel censimento d’Oltremanica del 2001 furono appunto 40 mila le persone che si dichiararono appartenenti a una religione neo-pagana.
DAL CULTO DI WICCA ALLO SCIAMANESIMO. «Quello del neo-paganeismo è un termine ombrello sotto il quale possiamo trovare molti culti diversi», precisa Vanth SpiritWalker: il movimento Wicca e della neo-stregoneria è forse quello più noto e numeroso, ma al suo fianco si trovano il ricostruzionismo romano o quello nordico, lo sciamanesimo, le tradizioni contadine, il druidismo e altri ancora che vanno a formare una galassia variegata e variopinta sulla quale, spesso, si è fatta cattiva informazione», ha spiegato SpiritWalker.
«Per questo motivo, come nelle edizioni precedenti, il Pagan Pride Day italiano deve avere la duplice funzione di incontro tra i diversi rappresentanti delle religioni neo-pagane e di momento di informazione ed educazione», ha aggiunto.
IL DIVINO NELLA NATURA. «Un’occasione cioè», ha proseguito l'organizzatore, «per conoscere meglio le tradizioni spirituali che traggono le loro origini dai culti pre-cristiani e che vedono il divino nella natura e in ciò che ci circonda, non nella trascendenza. I pagani non credono nel divino, ne hanno esperienza diretta e non mediata».
UN'ETICA POSITIVA. Vanth SpiritWalker ha anche ricordato che nelle diverse tradizioni, benché riconducibili ai pantheon tradizionali più disparati, possano essere identificati da alcuni tratti comuni: l'immanenza del divino in tutto quello che ci circonda e in ciascuno di noi; la visione non monolitica dell’entità divina, che viene riconosciuta al minimo nelle sue due polarità, maschile e femminile; un’etica positiva che vede nella responsabilità individuale il fulcro di ogni azione, attraverso la quale l’individuo deve trovare e sviluppare la sua natura in armonia con l’ambiente che lo circonda e con la società in cui vive.
«Educare e disperdere i pregiudizi derivanti da una cattiva informazione è molto importante», ha nuovamente sottolineato l'intervistato, «anche perché i pregiudizi possono sfociare in discriminazione».

In Inghilterra la comunità pagana è diventata pubblica negli Anni 50

Le celebrazioni pagane del solstizio d'inverno a Stonehenge in Inghilterra.

Discriminazione che può apparire anacronistica, ma che purtroppo è ancora presente, soprattutto nelle piccole realtà, poco avvezze ai culti alternativi.
Molti credenti neo-pagani, infatti, vorrebbero partecipare al pride day ma hanno paura a mostrarsi e a rivelare la loro fede nel timore che questo possa nuocere alla loro vita lavorativa o familiare.
PREGIUDIZI DA SFATARE. Una condizione che sconta i clichè diffusi attorno al neo-paganeismo e che non trovano terreno fertile là dove la tradizione pagana è più forte. Come per esempio in Inghilterra dove il druidismo ha avuto il riconoscimento di religione ufficiale da parte dello Stato; o in Cornovaglia, dove il consiglio locale per l’istruzione ha di recente sancito, non senza polemiche, che le tradizioni naturali debbano essere inserite, al pari delle altre, nel curriculum scolastico degli alunni.
Una federazione neo-pagana abbraccia inoltre sia gli adepti della citata Cornovaglia sia quelli del Devon.
TRADIZIONE D'OLTREMANICA. Al di là della Manica esistono anche manifestazioni pubbliche consolidate che attraggono migliaia di persone, come l’Edinburgh Beltane Fire Festival o la London Pagan Pride Parade.
«La consapevolezza generale del pubblico nei confronti del fenomeno è sicuramente diversa», ha commentato Vanth SpiritWalker, «basti pensare alle celebrazioni che vengono fatte per i solstizi a Stonehenge, che coinvolgono a vario titolo molte migliaia di persone e le cui cerimonie vengono svolte da diversi ordini druidici».
In Inghilterra la comunità pagana ha iniziato a diventare pubblica negli Anni 50, mentre in Italia la visibilità del movimento risale a 15 anni fa e deve quindi scontare dei peccati di gioventù che sono stati da tempo superati nella terra di Albione.
PERSONALISMI STERILI. Fra questi una frammentazione dovuta spesso a personalismi sterili, una ridotta percezione della propria entità e, di conseguenza, delle potenzialità. «È necessario che la comunità italiana cresca e impari a collaborare meglio al suo interno da un lato, e a inserirsi nel tessuto sociale come attore positivo di cambiamento dall’altro. Su questo stiamo lavorando e continueremo a fare ogni sforzo possibile in tal senso», ha concluso Vanth SpiritWalker.

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