Concorsone 121203122737
ISTRUZIONE E PRECARI
3 Dicembre Dic 2012 1330 03 dicembre 2012

Concorsone, prova all'ultimo minuto

Scuola: il test di sbarramento per docenti.

  • ...

Decine di migliaia di precari della scuola attendono il Concorsone per entrare di ruolo.

Cinquanta quesiti in 50 minuti. Potrebbe essere il titolo di un B-movie poliziesco. E invece è l'estrema sintesi del test di sbarramento del Concorsone, quello che decine di migliaia di precari della scuola aspettano da anni per entrare di ruolo.
Il Concorsone funziona così: prima dello scritto di materia, dell'orale e della prova pratica c'è questo test progettato per scremare un bel po' di aspiranti docenti e snellire le selezioni successive.
QUESITI A SCELTA MULTIPLA. Dunque 50 domande a scelta multipla (quattro opzioni fra cui scegliere) divise in quattro aree: informatica (sette), lingua straniera (sette), capacità logiche (18), comprensione del testo (18). Si passa se si guadagnano 35 punti. La risposta esatta vale un punto, quella non data è zero, quella sbagliata comporta mezzo punto in meno. Quindi in teoria se si risponde bene a 35 domande e si lasciano in bianco le altre, si passa il test. L'importante è non dare risposte di cui non si è certi.
ELASTICITÀ E CONCENTRAZIONE. Ma un minuto a risposta è tanto o è poco? Dipende dalla formazione e dall'elasticità mentale del candidato, certo. Ma anche dalla capacità di concentrazione.
Sicuramente bisogna saper economizzare il tempo: i quesiti più «costosi» sono quelli in cui si deve leggere con attenzione un brano non necessariamente breve (ce ne sono anche di 600 battute) e piuttosto tecnico (magari sui risultati di una ricerca scientifica) per rispondere a una domanda finale insidiosa, scegliendo fra opzioni simili tra loro o molto articolate. In questo caso un minuto forse non basta, quindi occorre sottrarre secondi preziosi a domande più semplici.
FREQUENTAZIONI CON LOGICA E MATEMATICA. I candidati avranno a disposizione solo un monitor e un mouse, quindi alcuni skill faranno la differenza: per esempio, saper calcolare a occhio una percentuale o una proporzione. Anche una frequentazione delle serie numeriche, dell'insiemistica e delle negazioni nidificate non guasta.

Sconsigliato perder troppo tempo su domande complesse

Sul sito del Miur sono disponibili per gli iscritti le simulazioni dei quesiti.

Lettera43.it ha provato a cimentarsi con uno dei test di esercitazione disponibili sul sito del Miur, scegliendo l'inglese come lingua straniera. Domande alla portata di chiunque abbia una buona conoscenza della grammatica si alternano a prove di comprensione di un testo piuttosto complesso.
INFORMATICA A OSTACOLI. I quesiti di informatica vanno dai più banali (direste mai che un hardisk è un antivirus?) a quelli non scontati: «Quale di queste non è una risoluzione corretta per un monitor?». Seguono quattro alternative molto simili e se non si è del mestiere ci si potrebbe anche cascare. Oppure: «La funzione di un pop server è spedire posta elettronica o riceverla?».
TUTTO IN WINDOWS. ADDIO MAC. In ogni caso, tutte le domande di questa area si riferiscono all'ambiente Windows, quindi gli utenti Mac dovranno accantonare la loro inclinazione «choosy» per ripassare le funzioni principali del sistema di Bill Gates.
Altro particolare. Non è obbligatorio rispondere ai quesiti in sequenza: si possono lasciare indietro domande troppo complesse per affrontarle in un secondo momento, se avanza tempo.
Per esempio, di fronte alla domanda: «Quanti numeri di due cifre si possono formare con 1,2,3,4,5 ammettendo ripetizioni?», se si impiegano più di 30 secondi a decidere, è meglio passare al quesito successivo per evitare di rimanere incagliati.
POLEMICHE ALL'ORIZZONTE. Per il resto, i test sembrano progettati appositamente per suscitare polemiche e anche questo dovrà onorare la tradizione.
Viene da chiedersi, con sincera curiosità, perché un aspirante docente dovrebbe saper identificare fra quattro stringhe di caratteri, quella in cui la lettera «E» viene ripetuta esattamente cinque volte.
Però almeno ci siamo liberati di quelle prove assurde di nozionismo puro, in cui per entrare a odontoiatria bisognava conoscere la data di nascita di Francisco Goya.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso