Guardia Finanza 121217093117
INCHIESTA 5 Febbraio Feb 2013 1400 05 febbraio 2013

Scavi Pompei, arrestato l'ex commissario Fiori

Per abuso d'ufficio: fondi per spettacoli invece che per i restauri.

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Guardia di finanza.

Arresti a Pompei.
Il gruppo di Torre Annunziata della Guardia di Finanza, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del rappresentante legale della 'Caccavo S.r.l.', la società che si è aggiudicata i lavori di restauro all'interno dell'area archeologica. Inoltre, è stato disposto il sequestro preventivo di beni per 810 mila euro circa, mentre risulta indagato per abuso d'ufficio l'ex commissario straordinario degli Scavi, Marcello Fiori.
Tra i provvedimenti, anche quello di divieto dell'esercizio della attività professionale nei confronti di tre ingegneri della Soprintendenza di Pompei e un divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione emesso nei confronti dell'impresa coinvolta.
ACCUSE DI CORRUZIONE E FRODE. Le accuse sono di corruzione, abuso d'ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato.I provvedimenti sono scaturiti da indagini relative ai lavori eseguiti all'interno dell'area archeologica, che hanno comportato una spesa per oltre 8 milioni di euro.
L'appalto dei lavori è stato eseguito nel periodo di commissariamento degli Scavi di Pompei, sotto la gestione della Protezione civile, dell'allora commissario straordinario Marcello Fiori, ora indagato.
Le indagini hanno fatto emergere, «illegittimità sull'utilizzo, da parte della 'gestione commissariale', delle procedure derogatorie nell'affidamento dei lavori rispetto alla normativa sull'evidenza pubblica».

Il gip: «Opere differenti rispetto a contratti orginali»

Pompei: il vicolo di Modesto.

In particolare, dall'ordinanza emessa dal gip, si è saputo che anziché predisporre opere in grado di arrestare il degrado degli scavi di Pompei e consentirne la fruizione ai visitatori, l'ex commissario straordinario Fiori si preoccupò di curare l'allestimento scenico del Teatro Grande e di acquistare attrezzature mobili per spettacoli teatrali: di qui l'accusa di abuso di ufficio, che gli è stata mossa dalla procura di Torre Annunziata (Napoli).
Fiori è accusato in particolare di avere assegnato alla società 'Caccavo srl' un appalto di 4.840.000 euro oltre Iva «sebbene», ha scritto nell'ordinanza il gip Claudio Marcopido, «si trattasse di opere non indispensabili e completamente differenti da quelle oggetto degli originari contratti di appalto».
DOVEVA SOLO «METTERE IN SICUREZZA GLI SCAVI». Il decreto con il quale, nel luglio del 2008, era stato sancito lo stato di emergenza per l'area archeologica di Pompei, imponeva infatti al commissario straordinario solo «l'attuazione di misure dirette alla messa in sicurezza e salvaguardia dell'area archeologica, tra cui la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentirne la piena fruizione ai visitatori». L'appalto affidato, invece, riguardava «l'allestimento scenico del Teatro Grande e la fornitura di attrezzature». Il commissario, secondo il gip, lo assegnò inoltre «facendo ingiustificato e immotivato ricorso ai suoi poteri straordinari di deroga e quindi senza ricorrere alle procedure di evidenza pubblica».

Rimborsi gonfiati e accuse di truffa

Ma non c'è solo la posizione difficile dell'ex commissario straordinario.
Dall'inchiesta sono emersi anche costi maggiorati fino al 400%, in particolare per l'acquisto di gasolio, e rimborsati dal Ministero per i Beni culturali. Ad Annamaria Caccavo, legale rappresentante della società, è stato contestato anche il reato di truffa. La donna avrebbe enormemente gonfiato le spese sostenute (in particolare per l'acquisto di gasolio, per un importo di 42.184,27 euro) e le somme corrisposte ai subfornitori. In un caso, hanno calcolato i militari della Guardia di Finanza, a fronte di forniture per 1.500 euro era stata contabilizzata la somma di 8.400 euro, con un incremento del 400, 60%; in un altro caso le forniture ammontavano a 3.925 euro, lievitati però fino a 18.600, con un incremento del 374, 89%. L'ingiusto vantaggio patrimoniale per la 'Caccavo srl' è stato calcolato in complessivi 93.224,27 euro.

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