DISASTRO 4 Marzo Mar 2013 2349 04 marzo 2013

Napoli, enorme incendio nella Città della scienza

A fuoco quattro capannoni. Nessuna persona coinvolta.

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Un vasto fronte di fuoco, stimabile in alcune centinaia di metri, ha devastato la struttura della 'Città della scienza' a Napoli (guarda il video).
Dal luogo dell'incendio si è levata una colonna di fumo nero visibile da buona parte della città. A giudicare dalle dimensioni del rogo, i danni si annunciano molto ingenti (guarda la photogallery). Sulle cause del rogo, gli investigatori ancora non si pronunciano. Ma non è stata esclusa nessuna ipotesi, tra cui quella dolosa.
La procura della Repubblica di Napoli ha posto sotto sequestro l'area, mentre gli uomini della Scientifica della questura di Napoli hanno ultimato i rilievi nella zona.
STRUTTURA CHIUSA. Il lunedì, durante i mesi invernali, la struttura è chiusa al pubblico e quindi per ora si ritiene che il rogo non abbia coinvolto persone. L'opera di spegnimento si annuncia lunga e difficile per i vigili del fuoco.
Il museo interattivo considerato tra i gioielli culturali di Napoli, caspace di raccogliere una media di 350 mila visitatori l'anno, è praticamente distrutto.
Ancora ignote le cause, sono sopravvissuti solo i muri perimetrali, l'interno dei padiglioni è devastato, le forze dell'ordine hanno chiuso al traffico via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli, dove sorgeva la struttura.
Dei numerosi padiglioni che componevano lo 'science center' solo uno è stato risparmiato dalle fiamme. Le testimonianze hanno riferito di un'estensione rapidissima dell'incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili.
DE MAGISTRIS: «MANO CRIMINALE». «Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale», ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. «Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili. È un lutto per la città, per la cultura e la scienza di questa città».
De Magistris ha commentato la vicenda anche su Twitter: «Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza Napoli è sotto attacco!».
UN PROGETTO NATO PER SALVARE BAGNOLI. E così in pochi minuti è andato in fumo un polo - nato dall'intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis - che in una dozzina d'anni aveva guadagnato consensi e credibilità, non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese.
Il primo embrione del progetto risaliva agli Anni 90; nel 2001 l'inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nell'incantevole scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l'era dell'acciaio e dell'Italsider, aveva visto proprio in Città della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere.
L'ANGOSCIA DEI 160 DIPENDENTI. Con la Città della scienza è come se fossero bruciate stasera anche quelle speranze. Fuori del museo ci sono quasi tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro occupazionale; gli stessi timori coinvolgono i tanti che lavoravano nell'indotto creato dal museo, giunti in via Coroglio dopo aver appreso dell'incendio.
L'area distrutta dalle fiamme è stimata in 10-12 mila metri quadrati, praticamente l'intero centro a eccezione del 'teatro delle Nuvole', un corpo separato che ospitava rappresentazioni. Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l'allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall'interno, diventando indomabile.
Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto.

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