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IPOTESI DALL'AUTOPSIA 3 Maggio Mag 2013 1530 03 maggio 2013

Morta dopo il tatuaggio, «uccisa da un batterio»

L'infettivologo: «Federica vittima di una sepsi meningococcica».

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Federica Iammatteo.

Il tatuaggio che si era fatta fare solo poche ora prima non avrebbe nulla a che fare con la morte di Federica Iammatteo, la ragazza di 23anni deceduta nella notte tra 19 e 20 aprile. Più che una forma di allergia al prodotto usato nell'inchiostro secondo il risultato dell'autopsia, non ancora reso ufficiale, a ucciderla sarebbe stata una sepsi meningococcica.
«Come la storia clinica ed il drammatico esito ci avevano suggerito, ad uccidere Federica sembra proprio sia stata una sepsi meningococcica», ha speigato Massimo Galli, professore di malattie infettive all'Università degli Studi di Milano e direttore della terza divisione di malattie infettive all'ospedale Luigi Sacco, al Corriere della Sera. «Un evento molto raro in cui un’infezione da Neisseria meningitidis, il meningococco, appunto, invade l’organismo e causa uno choc, in molti casi irreversibile, prima ancora di manifestarsi come meningite. Di fatto nessuna infezione batterica è in grado di avere un decorso altrettanto fulminante in una persona giovane e sana».
BATTERIO TRASMISSIBILE. Il meningococco infatti è un batterio comune, «albergato» nella gola di circa il 10% della popolazione e «trasportato» da una persona all’altra, con una elevata probabilità per ciascuno di noi di esserne portatore una o più volte nel corso della vita». Il «trasporto» del meningococco – ha spiegato l'infettivologo - è un fenomeno dipendente dall’età, con tassi rapidamente crescenti a partire dall’adolescenza e picco nei giovani adulti. Si ritiene che persone geneticamente predisposte, con il concorso di fattori favorenti ambientali (comunità chiuse, sovraffollamento) e climatici (da noi le meningiti meningococciche sono più frequenti in inverno e in primavera) possano sviluppare un’infezione meningococcica invasiva, che causa di regola una meningite e molto più raramente una sepsi fulminante.
IN EUROPA 300 CASI L'ANNO. Rispetto al gran numero di portatori, un’infezione invasiva da meningococco è comunque un evento eccezionale. In Italia l’incidenza delle meningiti è minore rispetto al resto d’Europa: circa 200-300 casi all'anno, pari a 3-5 casi per milione di abitanti. La letalità delle infezioni meningococciche invasive in Italia è del 14% circa, come negli altri Paesi occidentali e comunque molto inferiore a quella registrata nei Paesi poveri, dove i morti si sono contati a migliaia. La letalità è condizionata dalla tempestività della terapia, anche se in alcuni casi l’andamento dell’infezione nel caso di sepsi non lascia il tempo per interventi efficaci. Come nel caso di Federica.

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