L'EVENTO 8 Luglio Lug 2013 0843 08 luglio 2013

Lampedusa, papa Francesco in visita sull'isola

Bergoglio incontra gli immigrati.

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È stato un giorno speciale quello dell'8 luglio a Lampedusa, dove circa 15 mila persone hanno accolto papa Francesco, atterrato poco prima delle 9 per incontrare gli immigrati sull'isola (guarda le foto).
«Le notizie degli immigrati morti in mare sono una spina nel cuore che porta sofferenza», ha detto Bergoglio celebrando la messa, invitando a «risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta».
Il pontefice ha anche detto «no alla globalizzazione dell'indifferenza» perché «nessuno piange questi morti. Signore, ti chiediamo perdono».
CORONA DI FIORI IN MARE. Il primo appuntamento è stato il lancio di una corona di fiori, al largo di Cala Maluk, in ricordo dei tanti immigrati che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste. Il gesto è stato salutato dal suono delle sirene delle barche dei pescatori. Per alcuni minuti, il pontefice è rimasto in preghiera.
INCONTRO CON GLI IMMIGRATI. È seguito l'incontro con 50 extracomunitari (tra di loro anche alcuni musulmani), ospitati nel Centro di prima accoglienza dell'isola. Papa Francesco ha stretto la mano a numerosi migranti africani, quasi tutti giovanissimi, scambiando con loro parole di saluto. «Vi ringrazio per la vostra accoglienza. Prego per voi, anche per quelli che non sono più qui», ha detto Bergoglio.
MESSA NEL CAMPO SPORTIVO. Poi è arrivato sull'auto scoperta al campo sportivo 'Arena', che nel 2011 fu il rifugio di 3 mila immigrati sbarcati in soli tre giorni, per la celebrazione della messa. Il Santo padre ha rivolto un pensiero «ai cari immigrati musulmani che stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l'augurio di abbondanti frutti spirituali. La Chiesa vi è vicina nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie».

«NO ALLA GLOBALIZZAZIONE DELL'INDIFFERENZA». Di fronte alle morti in mare, ha detto il papa, «domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c'è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell'anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo».
Quindi un attacco al mondo globalizzato di oggi: «La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza».
«CHI DI NOI HA PIANTO?». Bergoglio ha chiesto: «Chi di noi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Siamo una società che ha dimenticato l'esperienza del piangere».
«LAMPEDUSA SIA UN FARO PER TUTTO IL MONDO». Dopo la messa, il papa si è recato per una visita privata nella parrocchia di San Gerlando dove ad attenderlo c'erano migranti e isolani. «Lampedusa sia un faro per tutto il mondo, perché abbia il coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore», ha concluso Bergoglio prima di ripartire per il Vaticano, mentre sul suo profilo Twitter è comparso il messaggio: «Preghiamo per avere un cuore che abbracci gli immigrati. Dio ci giudicherà in base a come abbiamo trattato i più bisognosi».

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