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SPERANZA 16 Luglio Lug 2013 1859 16 luglio 2013

Aids, la cura definitiva è sempre più vicina

Terapia italoamericana sui macachi.

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Un'infezione da Hiv.

Una cura definitiva per l'Aids, in cui il paziente non debba più assumere i farmaci antiretrovirali senza che il virus torni ad attaccare il suo sistema immunitario: è il santo Graal dei virologi da sempre alle prese con lo studio della malattia, ma ora sembra una meta un po' più vicina grazie a uno studio condotto tra Italia e Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Retrovirology.
TERAPIA SUI MACACHI. Esperti dell'Istituto superiore di sanità, coordinati da Andrea Savarino, assieme a colleghi della Duke university nel North Carolina, hanno prodotto la remissione della malattia su alcuni macachi, curandoli con un mix di farmaci contenente, oltre agli antiretrovirali, altre due sostanze: l'auranofina, che è un componente dell'oro utilizzato contro l'artrite e che è già in uso in altri studi simili contro l'Aids e la butionina sulfossimina (Bso), che causa stress ossidativo (praticamente lo stesso effetto dei radicali liberi).
ELIMINAZIONE DEFINITIVA DEL VIRUS. «Entrambi vanno a intaccare i santuari del virus, che sono i linfociti della memoria centrale e i macrofagi», ha spiegato Savarino. Così facendo, potrebbero eliminare il virus in via definitiva. L'Hiv è un virus subdolo che si annida nell'organismo e crea una riserva virale pronta a uscire dal nascondiglio e a esacerbare il quadro clinico del paziente non appena questo sospende le terapie antiretrovirali che tengono a bada il virus.
FARMACI PER TUTTA LA VITA. Per questo, finora, non è stato possibile trovare una cura definitiva all'Aids e i malati sono costretti ad assumere farmaci per tutta la vita. Sono rarissimi i casi di remissione completa del male; di recente due pazienti sono stati guariti con il trapianto di midollo, ma il risultato clinico è ancora da valutare.
SNIDARE LA RISERVA VIRALE. Adesso si punta ad attaccare la riserva virale (i cosiddetti santuari), portando il virus allo scoperto o in altri termini snidandolo per poi annientarlo definitivamente. È proprio quel che cerca di fareil gruppo di Savarino insieme a Iart Luca Shytaj, primo autore dell'articolo. «Il risultato è notevole», ha aggiunto Savarino, «il miglioramento visto nei macachi è significativo; il cocktail di farmaci usato porta a un livello di abbattimento della carica virale paragonabile a quello dei pazienti che vanno in remissione spontanea, i cosiddetti elite controller».
«Monitorando i macachi», infatti, «ben presto abbiamo potuto constatare che le nuove cellule immuni respingevano con forza il virus, riportando così le scimmie in perfetta salute».
NUOVI LINFOCITI FUNZIONANTI. Insomma, pare proprio che il cocktail di farmaci riesca ad annientare le riserve virali nell'organismo, che poi si dota di nuovi linfociti sani e funzionanti. I ricercatori stanno ora programmando l'inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014. L'annuncio è atteso nel corso della conferenza su Hiv persistence during therapy, prevista a Miami il prossimo dicembre alla presenza dei maggiori esperti nel campo. «Stiamo preparando i protocolli sperimentali per la sperimentazione», ha concluso Savarino, «al momento è difficile fare una stima della tempistica».

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