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15 Ottobre Ott 2013 1131 15 ottobre 2013

Erezione, problema italiano

Crolla il mito dell'amatore nostrano. Non resta che Rocco.

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Il pornoattore Rocco Siffredi.

Tentar non nuoce, certo. Anzi, le possiamo provare davvero tutte. Anche con Rocco Siffredi. Ma se ogni anno l'esercito degli italiani che disertano l'alzabandiera (e non stiamo parlando di militari o di sfegatati amanti del Tricolore) aumenta al ritmo del numero oceanico dei provinanti di X Factor, come potrebbe mai il Rocco nazionale tirar su (è il caso di dirlo) il morale a quei 3 milioni di masculi che, già impegnati con la lotta quotidiana alla panzetta dovuta alle lasagne di mammà, all'alopecia e al pipino pigro, ora devono pure aggiungere la frustrazione di dover sentire i consigli di un tal guru?
DOTAZIONI DELUDENTI. Senza aggiungere poi la triste consapevolezza di possedere dotazioni decisamente al di sotto di quelle che hanno fatto la fortuna del «re del porno nostrano» (la media nazionale è di 15,74 cm, contro gli oltre 24 cm di virtù dichiarati da Rocco).
Misteri della fede. Eppure, la rete televisiva Cielo (canale 26 del digitale terrestre) ha pensato bene che l'italian stallion più famoso al mondo sia la persona giusta per dare una spintarella alle coppie colpite dal calo del desiderio.
I CONSIGLI DI ROCCO. Il 49enne pornoattore, infatti, svelerà i suoi consigli da espertone, senza a quanto pare risparmiarsi nelle illustrazioni delle tecniche sessuali più audaci, in Ci pensa Rocco, programma che dovrebbe andare in onda da fine ottobre.
Ovviamente, la rete si attende uno share di tutto rispetto. E mentre il «re della patatina» sta terminando lungo lo Stivale i provini alle coppie smaniose di andare a raccontare in tivù le persistenti emicranie di lei e le continue défaillance di lui, nel promo del programma Siffredi non nasconde il suo genuino stupore nell'apprendere che gli italiani son messi così male sotto le lenzuola.


Per 4 milioni di coppie l'amore dura 2 minuti

Il 13% degli italiani ha problemi di erezione.

Purtroppo, i dati parlano chiaro e sono allarmanti: secondo uno studio promosso dalla Società italiana di Urologia e dall’Associazione ginecologi ospedalieri Italiani (su un campione di tremila fra uomini e donne, con età comprese tra i 18 e i 55 anni), la principale causa che porta letteralmente le donne italiane, da Bolzano a Palermo, sull'orlo di una crisi di nervi è la «rapidità» del partner.
In soldoni: quando riesce ad assolvere i suoi doveri coniugali (e non è poi così scontato), lui è troppo «veloce», si «spegne» troppo presto.
Per 4 milioni di coppie nostrane il sesso, dunque, non dura più di due velocissimi minuti. E anche se sono degli irriducibili, con una media di 108 amplessi all'anno, una coppia su quattro non raggiunge il piacere.
Il 50% DELLE SIGNORE PENSA AD ALTRO. Infranto miseramente il mito del focoso masculo italico, lo studio dice anche che la metà delle donne, mentre è lì a guardare il soffitto contando la manciata di secondi, pensa a un altro uomo. Una su cinque poi tradisce dopo un anno o peggio, come cantava Raffaella Carrà, se ne trova «un altro più bello che problemi non ha».
La ricerca in questione però non riesce a sfatare alcuni luoghi comuni ormai entrati nell'immaginario collettivo: al Sud i maschi funzionano meglio. Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia sono le regioni dove le donne dovrebbero spostarsi in massa per trovare uomini più attivi sotto le lenzuola.
Sul podio salgono i siciliani, con un 60% dei casi in cui dichiarano di fare sesso anche più di tre volte la settimana. Fanalini di coda, ma in fondo ce lo aspettavamo (che sia il clima rigido e la nebbia?), friulani, trentini e lombardi, che con i toscani sono i meno soddisfatti della propria vita sessuale.

Disturbi di erezione per il 13% degli italiani

Pillole di Viagra.

Se quelli che sparano troppo in fretta si possono consolare con un «meglio di niente», l'esercito di 3 milioni di maschi italiani che proprio non ce la fanno ad avere un'erezione affolla le farmacie (il disturbo colpisce il 13% degli italiani: con una quota del 2% tra i giovani compresi tra i 18 e i 34 anni, fino a toccare il 48% degli over 70).
A livello mondiale il mercato di Viagra et similia (in questi giorni è stata messa in commercio la versione chewing gum della miracolosa pastiglia blu) vale circa 5,5 miliardi di dollari (più di 4 miliardi di euro) con l'Europa che rappresenta il 25% del totale.
VIAGRA, RECORD ITALIANO. L'Italia, che ha un record di 60 milioni di compresse vendute in 10 anni, è il secondo mercato continentale dopo il Regno Unito. Per la gioia delle aziende farmaceutiche.
E se poi nemmeno la chimica riesce nell'intento, allora non resta davvero che affidarsi al potere ipnotico della tivù.
Magari davvero ci pensa Rocco.

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