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L'INCHIESTA 25 Marzo Mar 2014 2119 25 marzo 2014

Finmeccanica, Sistri: nel mirino «sponsor politici»

I pm napoletani indagano sui destinatari delle presunte tangenti.

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Lorenzo Borgogni è stato il braccio destro dell'ex amministratore di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini.

Tangenti consegnate agli ex vertici di Finmeccanica ma la cui destinazione finale, in tutto e in parte, sarebbero stati i loro «sponsor politici». È questa l'ipotesi investigativa che dovrebbe preludere al prossimo passo dell'inchiesta della procura di Napoli sugli appalti Sistri, il sistema di monitoraggio satellitare dei rifiuti mai entrato in funzione: un mix di fondi neri e mazzette che il 24 marzo ha portato all'esecuzione di ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, con l'accusa di associazione per delinquere e corruzione, nei confronti di Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne di Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management, Vincenzo Angeloni, medico ed ex parlamentare di Forza Italia, e dell'imprenditore Luigi Malavisi.
L'ESPRESSIONE «SPONSOR POLITICI». Di frequente negli atti dell'inchiesta, e in particolare nel provvedimento firmato dal gip di Napoli Francesco De Falco Giannone, ricorre l'espressione «sponsor politici», adoperata dall'imprenditore Maurizio Stornelli per definire quelli che sarebbero stati, a dire del titolare di un'impresa che aveva ottenuto subappalti, i presunti destinatari finali delle tangenti.
E adesso l'attenzione dei pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio, e Maurizio Giordano, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco, è concentrata su quello che si configura come il nuovo capitolo di una indagine che va avanti da oltre un anno e che nel 2013 approdò già a una serie di provvedimenti cautelari.
LA LOCALIZZAZIONE DEL CENTRO SISTRI A CECINA. Mercoledì intanto sono stati fissati gli interrogatori di garanzia dei quattro indagati agli arresti domiciliari: saranno ascoltati, per rogatoria, a Piazzale Clodio dal gip del Tribunale di Roma. Il mondo della politica fa comunque sempre da sfondo a questa indagine, anche in riferimento a vicende che non hanno rilevanza penale. Come l'episodio della localizzazione del centro secondario del Sistri a Cecina e all'interessamento di Borgogni e dell'ex presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini.
Nell'ordinanza sono riportate le dichiarazioni dell'imprenditore Sabatino Stornelli che sottolinea come Cecina fosse «paese limitrofo a quello di Guarguaglini (Castagneto Carducci) e di Borgogni (Siena) e ciò nonostante il ministro Prestigiacomo volesse localizzarlo (il centro secondario del Sistri, ndr) a Siracusa in quanto siciliana ed avesse espresso questo desiderio tramite Pelaggi». Invece Guarguaglini, si legge nell'ordinanza, «spinto dall'ex ministro Matteoli, ha scelto Cecina, paese di Matteoli».
LA RISPOSTA DI GUARGUAGLINI. Guarguaglini, indicato negli sviluppi dell'inchiesta, insieme con Borgogni, come uno degli ex vertici del gruppo industriale al quale sarebbero state consegnate tangenti, ha replicato alle accuse. In una nota ha sottolineato la sua «totale estraneità ai fatti». «In particolare», ha affermato, «non ho mai preso soldi per me o per costituire fondi neri o per pagare tangenti né mi sono mai occupato di operazioni societarie e sportive del Pescina Valle del Giovenco». Anche la Selex Es è intervenuta sottolineando «che le persone coinvolte nella vicenda giudiziaria relativa al sistema per la tracciabilità dei rifiuti Sistri non sono da tempo dipendenti del Gruppo Selex ES. Questo», conclude la nota dell'azienda, «a tutela dell'immagine della società e dei suoi 17 mila dipendenti».

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