Bossetti Zornitta 140619192038
INTERVISTA 19 Giugno Giu 2014 1945 19 giugno 2014

Elvo Zornitta: «Bossetti? Presto per chiamarlo assassino»

Unabomber, Zornitta racconta il suo inferno.

  • ...

Il 26 maggio 2004 entrava in un incubo da cui sarebbe uscito solo il 2 marzo del 2009, quasi cinque anni dopo.
Ora che Elvo Zornitta si è scrollato di dosso l'appellativo di Unabomber, è costretto a pagare le conseguenze degli errori della giustizia e dei media che lo diedero in pasto all'opinione pubblica.
Una situazione che nel 2014 sembra ripetersi con Massimo Giuseppe Bossetti, presunto assassino di Yara Gambirasio, con a carico pesanti indizi di colpevolezza, ma ancora, secondo la Costituzione, innocente.
Zornitta osserva la situazione e con Lettera43.it rivive la sua vicenda.

Elvo Zornitta, accusato di essere Unabomber, fu scagionato nel 2009 (©ImagoEconomica).

DOMANDA. Sbatti il mostro in prima pagina. Sembriamo condannati a rivedere sempre lo stesso film.
RISPOSTA.
Non voglio esprimermi in merito a questo caso, ma in generale è ingiusto condannare una persona prima ancora che sia stata stabilita la sua colpevolezza.
D. Eppure non sembra così.
R. È una situazione tipicamente italiana, tanto che spesso le notizie arrivano da persone che non sono nemmeno gli inquirenti.
D. Ma è stato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a sostenere che avessero presto «l'assassino».
R.
Un errore gravissimo dettato dalla fretta di poter dire che il caso era stato risolto sotto la sua giurisdizione.
D. Ma ci sono i test genetici...
R. Certo, in questo caso la prova del Dna sembra dare un'indicazione chiara. Nel mio caso si parlava di prova regina, ma non era chiaro quale questa fosse.
D. Lei è stato scagionato dal Dna, ma ha subito comunque gli errori della scientifica. Anche quelle che sembrano le prove più sicure devono essere inserite in un contesto?
R.
Certo. Anche se, per quello che ha fatto meriterebbe di morire, in ogni caso bisogna come minimo aspettare di essere sicurissimi che sia la persona giusta. Mi viene da pensare: ma se Bossetti avesse un altro fratello con il Dna compatibile a quello trovato sul corpo di Yara?
D. Per anni lei è stato ritenuto colpevole di crimini per cui poi è stato completamente scagionato. Come ricorda quel periodo?
R.
Purtroppo non mi ha mai abbandonato. Tutt'oggi ne porto le conseguenze e in certi momenti sono costretto a prendere tranquillanti. La tensione è stata spaventosa.
D. La sua famiglia fu coinvolta in sospetti che rivelarono presto infondati. Quella di Bossetti è finita nelle pagine di cronaca. Che valore ha la tutela della privacy di tutte le persone coinvolte?
R.
Altissimo. Io cercavo di tenere la mia bambina il più lontano possibile dalla vicenda, perché lei era il simbolo dell'innocenza. E invece i giornalisti assediavano la casa, ed era difficile anche uscire per portarla a scuola.
D. Quanto è stato difficile per lei ricostruirsi una vita?
R.
Ancora oggi incontro persone convinte che io sia andato a processo, quando non ho mai visto il giudice per l'indagine preliminare. E qualcuno non è convinto della mia innocenza nemmeno ora.
D. Perché?
R. Quando uno viene dipinto come un mostro, una smentita non è sufficiente a togliergli l'etichetta di dosso.
D. Ma è tornato a una certa normalità?
R.
Sì, dopo aver perso il lavoro ne ho trovato uno nuovo, ma sono stato costretto a ricominciare daccapo, come operaio semplice, a 47 anni.
D. A complicare tutto ci pensano le lunghissime indagini tipiche della giustizia italiana.
R.
Nel mio caso, prima di essere scagionato, ci sono voluti cinque anni. In parte questo è stato dovuto alla complessità delle indagini, in parte alla volontà di non ammettere la verità. E per far raffreddare l'interesse dei media sulla vicenda in modo che non si desse peso all'errore.
D. E adesso, da osservatore esterno, le sembra che la situazione stia cambiando?
R.
Purtroppo no, anzi, mi sembra che casi simili si ripetano con una certa frequenza. In questo caso per quattro anni ci sono state indagini discrete, ma poi c'è stato l'annuncio ufficiale di un ministro. Non dei titolari delle indagini.

Correlati

Potresti esserti perso