Inno Brasile Cile 140628212058
CALCIO E RAZZISMO 30 Giugno Giu 2014 1855 30 giugno 2014

Mondiale 2014, in Brasile divisione razziale allo stadio

Biglietti troppo costosi. Allo stadio i bianchi.

  • ...

da Rio de Janeiro

Ordem e progreso, celebre motto della bandiera verde-oro brasiliana, hanno i loro costi. Il Mondiale dei Mondiali non è per tutti, c'è chi può permetterselo e chi no.
E le proteste, allo stesso modo, non sono tutte uguali. Secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Folha de São Paulo, la netta maggioranza delle persone che frequentano gli stadi è bianca e di classe sociale elevata.
PARTITE SOLO PER I PIÙ FACOLTOSI. I neri, perlopiù, sono costretti a restare fuori dagli impianti, a guardare le partite su qualche televisore certamente non di ultima generazione, a sognare solamente l'atmosfera del Maracanã o del Minerão.
Intervistati sulla loro etnia ed estrazione sociale, 639 dei tifosi che sabato 28 giugno hanno riempito lo stadio di Belo Horizonte per la sfida tra Brasile e Cile si sono dichiarati bianchi per il 67%, e appartenenti alle prime due classi per il 90%. I neri erano appena il 6%, meno della metà del loro peso nell'intera popolazione del Paese (15%).
Il motivo è molto semplice: il prezzo di un biglietto per vedere un match equivale a un mese d'affitto per le fasce più basse.
Così le partite sono un lusso riservato ai più facoltosi, e l'identikit del tifoso del Mondiale corrisponde a quello degli abitanti dei quartieri più nobili di San Paolo, dove però, in percentuale, vivono più neri e mulatti di quanti se ne sono visti allo stadio.
INTEGRAZIONE ANCORA DIFFICILE. La spaccatura in un Paese tutt'altro che multietnico è evidente a occhio nudo. A Rio de Janeiro è difficile vedere, per strada, gruppi misti di bianchi e neri.
Anche sulle spiagge di Copacabana e Ipanema i ragazzi che giocano a pallone sono divisi chiaramente per colore della pelle.
Il processo di integrazione, iniziato faticosamente nel 1888 con l'abolizione della schiavitù, è ancora lontano dal suo compimento in un Paese in cui neri e meticci, insieme, costituiscono la maggioranza della popolazione.

La Coppa del mondo spacca il movimento anti-Mondiale

Le manifestazioni in Brasile.

Ma l'ondata di proteste ha coinvolto tutti. Tutti, a prescindere dalla loro estrazione sociale, sono scesi in piazza per lamentare la corruzione diffusa nelle alte sfere del governo e gli sprechi di denaro per l'organizzazione della Coppa. Molti chiedono le dimissioni della presidente Dilma Rousseff e in Rete si trovano petizioni per l'impeachment.
La maschera è stata gettata all'inizio del Mondiale. Una parte dei manifestanti è uscita dai cortei ed è entrata negli stadi. Dopo aver denunciato pubblicamente l'esclusione sociale figlia della Coppa, si è resa sua complice. Gli altri sono rimasti fuori, non per una scelta coerente, ma perché non potevano permettersi il biglietto d'entrata.
LA PROTESTA COVA SOTTO LE CENERI. E mentre le strade di São Paulo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Porto Alegre si svuotano e i brasiliani si chiudono nelle loro case col televisore accesso per tifare la Seleção, i problemi per cui un anno fa la Confederations Cup fu incendiata dalle proteste rimangono.
Il lusso e la ricchezza di pochi, gli affari di multinazionali che in molti Paesi sono state 'esiliate' per via di azioni poco limpide ma che in Brasile hanno il permesso di non pagare le imposte, continuano a stridere con la realtà di un Paese in cui la povertà è visibile a occhio nudo. E non solo nelle favelas.
Per questo c'è anche chi è rimasto nelle piazze per manifestare.
15 ARRESTI SABATO 28 GIUGNO. Sabato 28 giugno, mentre il Brasile giocava col Cile, 300 persone si sono riversate a Tijuca, quartiere vicino al Maracanã, per protestare ancora contro la Coppa del mondo e le violenze della polizia: 15 di loro sono stati arrestati mentre tentavano di avvicinarsi a uno stadio blindato e irraggiungibile per chiunque non fosse provvisto di un biglietto o di un pass.
Secondo fonti ufficiali hanno lanciato molotov contro gli agenti, che hanno risposto con spray al peperoncino. Sono stati sequestrati 20 razzi pieni di chiodi, il tutto mentre dentro allo stadio si viveva la festa del mondiale. Perché lo spettacolo deve andare avanti. Fino alla finale.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso