IMMIGRAZIONE 1 Luglio Lug 2014 1219 01 luglio 2014

Barcone con i cadaveri arrivato a Pozzallo

I racconti dei superstiti: «Ci hanno messo lì dentro come bestie».

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Il peschereccio recuperato dalla nave Grecale nel Canale di Sicilia con 45 cadaveri a bordo (bilancio definitivo) è arrivato nel porto di Pozzallo il primo luglio.
Sul barcone della morte c'erano i corpi dei migranti rimasti intrappolati nella sala motori, schiacciati da altri passeggeri e che sono morti asfissiati per avere respirato il monossido di carbonio emesso dalle macchine.
La botola che dà accesso alla stiva in cui i profughi hanno trovato una fine orribile era troppo stretta, perciò sono saliti a bordo i vigili del fuoco, che hanno praticato una più ampia apertura sul ponte in legno del barcone.
FERMATI DUE SOSPETTI. Intanto la polizia giudiziaria di Ragusa ha individuato due soggetti ritenuti gli scafisti del barcone.
Gli immigrati ascoltati finora raccontano di violenze dei trafficanti libici nei loro confronti e in particolare contro gli uomini africani. «Ci hanno messo lì dentro come le bestie e non potevamo neanche uscire perché sopra era tutto pieno, non ci potevamo muovere», ha accusato uno dei profughi. «Abbiamo chiesto di tornare indietro perché eravamo troppi e rischiavamo ma non c'è stato nulla da fare, ci hanno detto ormai siete qui e dobbiamo arrivare in Italia».
CENTRI DI ACCOGLIENZA TROPPO PIENI. Si prevede che circa 350 persone ospitate nei centri del Ragusano vengano trasferite a bordo di voli charter in partenza dall'aeroporto di Comiso, in modo da fare spazio per i 566 stranieri appena sbarcati.

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