Berlusconi Processo 140701200720
RICHIAMO 1 Luglio Lug 2014 2000 01 luglio 2014

Berlusconi diffidato per attacco ai giudici di Napoli

Parole dell'ex premier al processo Lavitola giudicate gravi e lesive.

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Il leader di Forza Italia ed ex premier Silvio Berlusconi.

Il giudice del Tribunale di sorveglianza di Milano, Beatrice Crosti, ha convocato Silvio Berlusconi per presentargli un «richiamo formale» dopo le parole usate dell'ex premier contro la magistratura (definita potere «incontrollato e incontrollabile») il 19 giugno durante la sua testimonianza al processo a Valter Lavitola in corso a Napoli.
Il giudice, che ha disposto per il Cav l'affidamento in prova ai servizi sociali come pena alternativa per la condanna a quattro anni (ridotti a uno per l'indulto) nel caso dei diritti tivù di Mediaset, ha ritenuto «offensive» e «lesive» le parole dell'ex premier.
NON DOVEVA OFFENDERE I GIUDICI. Nel lungo colloquio Crosti ha letto diversi passaggi dell'ordinanza e ha invitato Berlusconi ad attenersi alle prescrizioni del provvedimento nel quale lo scorso 15 aprile gli era stato espressamente vietato (come aveva anche chiesto il sostituto pg Antonio Lamanna) di offendere l'intero «ordine» giudiziario.
Con in mano le trascrizioni delle parole esatte da lui pronunciate in aula, trasmesse la settimana prima da Napoli, il magistrato ha fatto presente al Cav che la frase 'incriminata' non rientra nel diritto di critica che, al contrario, deve essere «civile e urbana». «Questo non è un gioco», sarebbe stato il suo ammonimento, «i magistrati non sono solo quei pochi di cui legge sui giornali ma sono tanti e lavorano».
IL CAV SI SCUSA: «NON SI RIPETERÀ PIÙ». Berlusconi ha chiesto «scusa» per quella che ha definito «una battuta» che, ha assicurato, comunque non si ripeterà più.
Quello di una decina di giorni fa non è stato infatti il primo attacco nei confronti della magistratura da parte del'ex premier durante l'affidamento ai servizi sociali. Già un paio di volte aveva lanciato 'bordate' che gli sono costate il rigetto dell'istanza a partecipare a comizi elettorali in giro per l'Italia in vista delle elezioni europee. La diffida del primo luglio è previsto che entri a far parte delle valutazioni in vista dell'esito «finale della prova» che potrebbe essere messa a rischio (con tanto di sospensione dell'affidamento qualora arrivino altre diffide), così come la concessione della libertà anticipata di 45 giorni dopo i primi sei mesi.

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