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L'EX PRESIDENTE 1 Luglio Lug 2014 0838 01 luglio 2014

Francia, Sarkozy in stato di fermo

Francia, l'ex presidente Sarkozy accusato di concussione.

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Nicolas Sarkozy.

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è in stato di fermo per la vicenda della fuga di notizie sul provvedimento di intercettazioni nei suoi confronti. L'accusa è concussione e violazione del segreto istruttorio.
Si tratta di un caso di traffico d'influenze. Sarkozy è stato portato negli uffici di Nanterre, vicino a Parigi, su una vettura nera con vetri oscurati, per essere interrogato (tutti i guai giudiziari dell'ex presidente).
IN 48 ORE LA DECISIONE. I giudici possono ascoltare il politico - che da tempo si dice vittima di accanimento da parte della magistratura - per 24 ore. Lo stato di fermo è prorogabile per altre 24 ore, poi le autorità devono rilasciarlo o disporre nuove misure cautelative.
OFFERTA UNA POLTRONA? Si indaga per appurare se l'ex capo dello Stato abbia promesso a un giudice una carica di prestigio se questi lo avesse messo al corrente di un provvedimento giudiziario nei suoi confronti, e cioè appunto la decisione di intercettare le sue telefonate.
FINANZIAMENTI DA GHEDDAFI. La storia è quella dei presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Muammar Gheddafi alla sua campagna presidenziale del 2007. Si parlò di una tangente da 50 milioni di euro. Durante l'interrogatorio i magistrati della sezione anti-corruzione hanno deciso di procedere con lo stato di fermo.
NEI GUAI FINÌ PURE UN EX MINISTRO. Problemi giudiziari avevano coinvolto anche uomini vicini all'ex presidente, come Claude Guéant, ex ministro dell'Interno e già braccio destro di Sarkò.
Da quando Sarkozy ha lasciato l'Eliseo e sono caduti i vincoli politici che gli garantivano l'immunità, la stretta dei giudici si è fatta più insistente.
CADUTO COME SILVIO BERLUSCONI. Tra grida al complotto, guerra alle toghe e intolleranza alle critiche in molti avevano paragonato il declino di Nicolas a quello del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
IL GOVERNO: LA GIUSTIZIA PROCEDA. Il primo commento del governo è arrivato attraverso il portavoce Stephane Le Foll: «La giustizia deve andare fino in fondo, davanti ai giudici Nicolas Sarkozy è un cittadino uguale agli altri».
In Francia è la prima volta che viene disposto dalla magistratura lo stato di fermo nei confronti di un ex presidente della Repubblica.
VOLEVA TORNARE IN POLITICA NEL 2017. L'iniziativa della magistratura è arrivata proprio mentre sembrava che la volontà di Sarkozy di tornare alla politica in vista delle presidenziale del 2017 si stesse per concretizzare con un ritorno alla guida dell'Ump.
Thierry Herzog, potente avvocato e storico legale di Sarkozy, è in stato di fermo dal 30 giugno, insieme con due magistrati sospettati di essere coinvolti nella vicenda, Gilbert Azibert e Patrick Sassoust.
ATTESA PER IL SEQUESTRO DELLE AGENDE. Sullo sfondo c'è anche l'imminente decisione della Corte di Cassazione sul sequestro delle agende di Sarkozy, contro la quale avevano fatto ricorso i legali dell'ex presidente.
I documenti sarebbero utili anche per altre ipotesi di reato, in particolare quelle riguardanti in controverso arbitrato del governo durante la presidenza Sarkozy nel caso che opponeva l'uomo d'affari Bernard Tapie alla banca Crédit Lyonnais.

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