TRAGEDIA 2 Luglio Lug 2014 1019 02 luglio 2014

Bus nella scarpata, arrestate tre persone

Titolare della Mondotravel e due dipendenti nei guai.

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Il pullman precipitato giù da 30 metri da un cavalcavia sulla A16.

La polizia stradale di Avellino ha eseguito tre misure cautelari in carcere emesse dal gip su richiesta della procura nei confronti di Gennaro Lametta, titolare della Mondotravel e del bus che precipitò dal viadotto di Monteforte il 28 luglio 2013 (foto), oltre che per due dipendenti della motorizzazione civile, il tecnico Vittorio Saulino e l'impiegata Antonietta Ceriola.
FALSO IN ATTO PUBBLICO. I pm avevano già contestato il falso in atto pubblico ai funzionari che consegnarono il certificato di revisione del mezzo datato marzo 2013, quando in realtà era stato compilato con l'accesso illegale ai sistemi informatici della motorizzazione civile di Napoli pochi giorni dopo l'incidente.
GENNARO INCOLPÒ IL FRATELLO MORTO. Secondo quanto si è appreso di recente Gennaro Lametta, ascoltato dagli inquirenti, avrebbe detto che delle revisioni se ne occupava il fratello Ciro (autista del bus e morto nell'incidente) e un altro dipendente.
A Lametta sono state contestate presunte violazioni per revisioni su altri due bus. I pm titolari dell'indagine sono Cecilia Annecchini e Armando Del Bene.
FRENI FUORI USO E BARRIERE ROVINATE. La perizia ha giudicato lo stato di manutenzione del veicolo insufficiente (freni fuori uso), ma anche gli ancoraggi (i tirafondi, ndr) delle barriere di protezione erano in uno stato di degrado. Motivo per cui nel mirino degli inquirenti era finita anche la società Autostrade.

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