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ALLARME 2 Luglio Lug 2014 1200 02 luglio 2014

Corte dei Conti: «Corruzione favorita dall'eccesso di leggi»

Il presidente Squitieri: «Se ci spuntano armi meno garanzie».

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Il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri.

La Corte dei Conti lancia l'allarme: «L'eccesso di legislazione ha fatto sì che nei gangli del sistema si inserisca la corruzione. È un segnale negativo». La denuncia è arrivata dal presidente Raffaele Squitieri, che ha aggiunto citando Tacito come «moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto».
Secondo Squitieri, l'Italia è un Paese «attrezzato sul piano delle strutture per combattere» la corruzione, e la Corte dei conti «fa il suo dovere Ma», ha continuato il presidente, «siamo caduti nel paradosso opposto, e le norme servono a ingessare il sistema».
Il presidente ha sottolineato che la Corte dei conti è disarmata quando la corruzione «non è nel procedimento, lo precede o lo segue».
MENO ARMI, MENO GARANZIE. Il vertice dell'organo di controllo dei bilanci in un convegno a Roma ha spiegato poi che «se si spuntano le armi alla Corte dei conti, riducendo i controlli, prevedendo tempi di capestro, o alle procure, come sembra si voglia fare in questi giorni, le garanzie che la Corte dei conti che può prestare contro la corruzione si riducono».

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