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TARANTO IN ANSIA 2 Luglio Lug 2014 1530 02 luglio 2014

Ilva, Gnudi: «Situazione grave ma stipendi ok»

Il commissario: «Confido nei sindacati per superare i problemi».

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Piero Gnudi

Lo scenario per gli stabilimenti dell'Ilva di Taranto rimane difficile. A confermarlo il commissario straordinario Piero Gnudi, che in una nota ha cercato di far chiarezza sulla questione.
«La situazione in cui l'Ilva si trova è certamente grave», ha ammesso il manager, ma «nonostante le difficoltà gli stipendi di luglio saranno pagati nelle scadenze previste e sono confidente di riuscire a pagare i premi di produzione entro il mese di agosto».
«CONFIDIAMO NEI SINDACATI». «Confidiamo anche nel senso di responsabilità dei sindacati e di tutte le parti coinvolte per cercare di poter superare questa difficile fase», ha aggiunto Gnudi, cheha incontrato per la prima volta i sindacati al ministero dello Sviluppo Economico. Gnudi ha proseguit spiegando che «non dobbiamo dimenticare che l'azienda è un patrimonio industriale del paese. Stiamo lavorando per individuare un nuovo azionista di maggioranza in grado di assicurare il mantenimento di tutti i posti di lavoro e il totale rispetto della normativa ambientale».
INCONTRO CHIESTO DAI SINDACATI. Erano stati proprio i sindacati confederali e dei metalmeccanici a sollecitare un incontro per fare il punto della situazione. Fim, Fiom e Uilm non hanno ancora comunicato se verrà confermato o meno lo sciopero dell'11 luglio con manifestazione sotto Palazzo Chigi.
«Nell'attesa che i contatti in corso con diversi gruppi industriali si concretizzino», ha precisato il commissario subentrato un mese fa a Enrico Bondi, «stiamo continuando a trattare con le banche per l'ottenimento, anche grazie alla richiesta di introduzione di un provvedimento legislativo che preveda la prededuzione, di un prestito ponte che consentirebbe all'Ilva di far fronte ai propri impegni fino almeno alla fine del 2014».
ATTIVATO PER RISORSE. Gnudi ha fatto presente ai sindacati di essersi già attivato «per capire la concreta possibilità di richiedere alla Procura di Milano l'utilizzo delle risorse sequestrate».
SINDACATI: «CHIUSURA SAREBBE CATASTROFE». E sull'Ilva è forte la preoccupazione dei sindacati. I segretari generali pugliesi di Cgil Cisl e Uil hanno scritto una lettera aperta al premier Matteo Renzi. Il motivo? Allontanare le prosettive più nere: «Le notizie che in maniera confusa stanno emergendo non sono per nulla tranquillizzanti: addirittura un noto istituto bancario ha ventilato la chiusura dello stabilimento ionico quale soluzione più conveniente e auspicabile in virtù della condizione disastrosa in cui verte l'Ilva. Qualora ciò accadesse si tratterebbe di una catastrofe».
La crisi dell'azienda può travolgere «non solo i tanti lavoratori che dipendono dalla vita del siderurgico, ma anche l'intero sistema industriale ed economico nazionale, di cui l'Ilva rappresenta un pilastro indiscutibile».

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