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PROCLAMA 2 Luglio Lug 2014 2022 02 luglio 2014

Iraq, al Baghdadi: «Conquisteremo Roma»

I jihadisti: «Ci prenderemo il mondo».

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L'attuale capo del governo iracheno, Nuri al Maliki.

Roma, il centro della cristianità, è entrato ufficialmente nel mirino di Abu Bakr al Baghdadi, califfo dell'autoproclamato 'Stato islamico' creato nell'Est della Siria e nell'Ovest dell'Iraq.
In un audiomessaggio diffuso da siti jihadisti, il 'principe dei credenti' si è appellato ai musulmani perché si lancino in altre conquiste: «Se Iddio vorrà, prenderemo Roma e il mondo intero». Appena 24 ore prima, lo stesso al Baghdadi aveva minacciato gli Stati Uniti, promettendo loro un attacco peggiore di quello dell'11 settembre.
«L'IMMIGRAZIONE UN DOVERE». «Coloro che possono immigrare nello stato islamico dovrebbero farlo perché l'immigrazione nella casa dell'Islam è un dovere», ha dichiarato al-Baghdadi. «Affrettatevi o musulmani a venire nel vostro stato. È il vostro Stato. La Siria non è per i siriani e l'Iraq non è per gli iracheni.Questa terra è per i musulmani, tutti i musulmani», ha detto ancora, citato dal sito internet del giornale The Telegraph colui che si è definito il primo califfo dell'Islam, dalla dissoluzione dell'impero Ottomano. «Questo è il mio consiglio per voi. Se lo seguirete, conquisterete Roma e diventerete padroni del mondo, con la volontà di Allah».
AL MALIKI: «MINACCIA PER LA REGIONE». Parole definite dal premier iracheno, Nouri al Maliki, «una minaccia per l'intera regione».
Si tratta di un «messaggio a tutti gli Stati dell'area, che avverte che adesso sono dentro il cerchio rosso» e «nessuno in Iraq o in nessun altro Paese vicino sarà al sicuro da questi piani», ha aggiunto al Maliki. E ha offerto l'amnistia alle tribù che in questo periodo hanno combattuto contro il governo.
L'INTELLIGENCE NON È PREOCCUPATA. La minaccia, hanno osservato d'altra parte fonti di intelligence italiane, fa parte della retorica jihadista e allo stato non risultano progetti concreti di attentati rivolti agli interessi italiani, anche se l'evoluzione dell'estremismo islamico in quella regione viene seguita con «attenzione e preoccupazione».
Baghdadi, un 43enne descritto dalla stampa occidentale come «il terrorista più pericoloso al mondo», secondo analisti gode di una crescente popolarità presso milioni di giovani musulmani disadattati in Asia, Africa, Europa e Nordamerica perché è stato capace, in poco tempo, di fare quel che il capo di al Qaeda, Ayman Zawahiri, non è riuscito a fare in tanti anni: tradurre le minacce in azioni concrete. Lo Stato islamico, che ha apertamente rifiutato di sottomettersi alla volontà di Zawahiri, è oggi presente in un territorio grande quanto l'Ungheria: tra la seconda città irachena, Mosul, e la seconda città siriana, Aleppo.

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