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PARADOSSO 2 Luglio Lug 2014 1620 02 luglio 2014

Pistoia, assassino prende la pensione della vittima

Lanciata una petizione per cambiare la legge.

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Uccise a calci la moglie e ora percepisce più della metà della pensione della vittima. Il caso paradossale arriva da Pistoia. Lorenzo Ballerini, fratello di Beatrice, bancaria a Prato e strangolata dall'ex marito Massimo Parlanti nel 2012, ha lanciato una petizione online per chiedere che la legge sia modificata per impedire quello che Ballerini definisce un «paradosso».
«Vi sembra giusto che un assassino percepisca la pensione della donna che ha ucciso, ex moglie e madre dei suoi due bambini?».
PETIZIONE PER RENZI. La petizione, promossa su change.org, è indirizzata al premier Matteo Renzi e nei giorni scorsi aveva già superato le 50 mila adesioni, tra cui quella del vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.
«Massimo Parlanti», racconta Ballerini al Tirreno, «reo confesso è stato condannato con rito abbreviato a 18 anni di carcere per aver assassinato mia sorella. Probabilmente ne farà meno di 10 e ha fatto ricorso: vuole uscire ancora prima».
Secondo quanto si è appreso i bambini della vittima prendono il 40 per cento della pensione, mentre l'omicida spetta il 60 per cento fino alla morte.
PENSIONE AUTOMATICA. Il giudice che ha emesso la sentenza non ha dichiarato Parlanti «indegno a succedere» e quindi la pensione è automaticamente garantita.
OMICIDIO NEL 2012. Massimo Parlanti due anni fa uccise la moglie Beatrice Ballerini, 42 anni, massacrandola di calci e pugni e strangolandola, poi fuggì dopo aver preso i soldi che lei aveva nel portafoglio.
In un primo momento si finse stupito del ritrovamento del cadavere, poi incastrato dall’evidenza delle prove, confessò.
AUMENTO FEMMINICIDI. Il caso riporta alla luce poi il fenomeno dei femminicidi. La strage di Motta Visconti nel Milanese ha confermato ad esempio che ancora molto deve essere fatto per combattere la violenza di genere e il femminicidio.
Secondo lo stesso Viminale mentre calano gli omicidi di genere, non calano quelli che hanno avuto come vittime le donne: dai 528 omicidi del 2012 si è passati ai 501 del 2013, mentre per i femminicidi, all’opposto, dai 159 registrati nel 2012 si è arrivati nel 2013 a quota 177, quasi uno ogni tre giorni.

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