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PRIVACY 2 Luglio Lug 2014 1410 02 luglio 2014

Test Facebook su emozioni, in Gran Bretagna aperta un'inchiesta

Si ipotizza la manipolazione dei dati.

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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.

Il test di Facebook sulle emozioni dei suoi iscritti non smette di far discutere. Dopo le polemiche sul web di molti utenti ora è arrivato anche l'intervento delle istituzioni. Nel Regno Unito è partita una indagine dell'Information Commissioner's Office (Ico), l'equivalente del nostro Garante della Privacy per capire se con questo test il social network ha manipolato i dati personali degli iscritti.
POSSIBILE MULTA. Tra le ipotesi, ha riportato il Financial Times, anche la possibilità di comminare una multa di 500mila sterline, equivalenti a 800mila dollari circa.
L'autorità avrebbe in programma anche di coordinarsi con il suo omologo irlandese, visto che a Dublino c'è la sede europea di Facebook.
RICERCA SU 700MILA UTENTI. A fine giugno era stato diffuso il risultato di una discussa ricerca, coordinata da Adam Kramer, componente del Data science team dell'azienda di Mark Zuckerberg.
L'obiettivo era quello di dimostrare che le emozioni deigli amici degli utenti, espresse sul social network, influenzano quello che pubblichiamo, quindi sensazioni positive o negative. E dunque che, in qualche modo, i sentimenti - o quantomeno attitudini positive e negative - tendono a propagarsi di conseguenza, in un gioco di reciproche influenze. La diffusione dei risultati della ricerca, che si è svolta su oltre 700mila utenti nel 2012, ha avuto un risalto sui media di tutto il mondo, in partciolare per l'aspetto della privacy.
L'inchiesta dell'Ico arriva mentre l'Unione europea sta tentando di rendere più severe le regole sulla protezione dei dati.

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