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INDEBITO VANTAGGIO 3 Luglio Lug 2014 1432 03 luglio 2014

Csm processa il procuratore Tinebra, chiese aiuto per nomina

Si rivolse all'ex Bpm Ponzellini per pressioni su consigliere Lega.

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Con l’accusa di aver chiesto aiuto all'allora presidente della Banca Popolare di Milano Massimo Ponzellini perché attraverso suoi contatti inducesse il consigliere laico del Csm Ettore Adalberto Albertoni (Lega) a sostenere la sua nomina a procuratore di Catania Giovanni Tinebra viene sottoposto a processo disciplinare il 17.
L'obiettivo era quello dunque di alterare «a proprio vantaggio, a seguito di pressioni di ambienti politico-finanziari del tutto estranei all'ordine giudiziario, la scelta dell'organo di autogoverno, in tale modo tentando di ottenere la nomina a procuratore della Repubblica di Catania».
ACCUSATO DI CERCARE UN ‘INGIUSTO VANTAGGIO’. Tinebra è accusato in particolare di aver «fatto uso strumentale» del proprio ruolo di procuratore «per conseguire un ingiusto vantaggio e condizionare il libero esercizio delle funzioni costituzionalmente previste» del Csm per l'attribuzione degli incarichi direttivi.
PONSELLINI CONTATTATO PER ARRIVARE AD ALBERTONI. In numerose occasioni il Procuratore di Catania, si legge nel capo di incolpazione della Procura generale della Cassazione, sollecitava Massimo Ponzellini, all'epoca presidente della Banca popolare di Milano e un suo uomo di fiducia, Antonio Cannalire, perché «si attivassero presso persone di fiducia per contattare» Albertoni. Lo scopo era di «indurlo a esprimere il voto favorevole alla nomina di Tinebra», in occasione dell'attribuzione dell'incarico di procuratore di Catania.
UN PIANO COMUNQUE ANDATO MALE. Un piano che comunque non riuscì: alla fine venne nominato Giovanni Salvi e a Tinebra andarono solo due voti.
A difenderlo il 17 davanti alla sezione disciplinare del Csm dovrebbe essere il pm della procura nazionale antimafia Antonio Patrono, in passato presidente dell'Associazione nazionale magistrati e consigliere di Palazzo dei marescialli ed esponente di punta di Magistratura Indipendente, la stessa corrente in cui milita il procuratore di Catania.

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