Ragusa Pozzallo 140703155922
IMMIGRAZIONE 3 Luglio Lug 2014 0800 03 luglio 2014

Pozzallo, video girato a bordo del peschereccio della morte

Filmato di un profugo siriano.

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La questura di Ragusa ha diffuso un video che mostra gli ultimi minuti sul barcone della morte.
Un telefonino di un migrante siriano ha ripreso il momento in cui, in mare aperto, è spuntata la nave della Marina militare Grecale.
Qualcuno ha fatto con le dita il cenno della vittoria.
I 600 che stavano sopra si sono tutti salvati. Quelli sottocoperta (45) sono invece morti asfissiati.

Come riportato il 3 luglio da La Stampa, alcuni particolari drammatici sono stati raccontati dal siriano autore del video agli investigatori: «Durante la traversata si avvicinava al nostro barcone un peschereccio battente bandiera tunisina. L'equipaggio del natante tunisino riusciva ad affiancarsi a distanza ravvicinata all'imbarcazione e apprendeva da alcuni passeggeri, della morte di alcuni migranti e vedeva che eravamo troppi, per tale motivo intimava al timoniere dell'imbarcazione di fermare la navigazione».
«AVEVANO FAME E SETE». Lo scafista «non si è fermato e ha continuato nella navigazione in quanto, a suo dire, avrebbero perso i soldi se non fossimo stati soccorsi per arrivare in Italia. Durante tale fase uno dei passeggeri, di nazionalità marocchina, si tuffava in mare e riusciva a guadagnare l'imbarcazione tunisina salendo a bordo e portandosi in salvo. Sentivo i passeggeri che si trovavano nella stiva chiedere aiuto perché avevano fame, sete e non respiravano. I passeggeri che avevano un po' di acqua l'hanno data ai ragazzi che erano giù, mentre l’equipaggio non faceva nulla. Era il comandante che prendeva le decisioni di non aiutare nessuno e proseguire il viaggio, mentre gli altri membri dell’equipaggio lo assecondavano».

Un altro testimone ha raccontato le fasi della partenza dalla Libia: «Ci hanno fatto sistemare nel barcone come dicevano i libici, chi provava a dire qualcosa di diverso, perché non voleva mettersi dove dicevano loro, veniva minacciato con pistole e picchiato. Nella stiva andavano solo i neri, che sono sempre trattati malissimo in quanto i libici sono razzisti con quelli che hanno la pelle scura, mentre i bianchi venivano fatti stare sul ponte».
UNA CAMERA D'ARIA COME SALVAGENTE. I migranti hanno anche raccontato che chi ha pagato di più ha potuto avere un salvagente, chi meno poteva usare una camera d'aria di una ruota. Chi non poteva permetterselo, è finito sotto coperta, nella cella frigorifera dove ha poi trovato la morte.

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