Palestinese Ucciso 140702124955
TENSIONE 4 Luglio Lug 2014 1706 04 luglio 2014

Gerusalemme, funerali del palestinese ucciso

Migliaia di persone per l'ultimo saluto. Scontri anche a Ramallah.

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Il giovane palestinese ucciso dagli ebrei a Gerusalemme.

Si sono svolti in un clima di tensione, il 4 luglio, i funerali di Mohammed Abu Khdeir, il ragazzo palestinese rapito e ucciso nei giorni scorsi. Secondo fonti sul posto, la situazione a Shufat (il quartiere dove il ragazzo viveva e dove si sono svolte le esequie) sembra ora più calma rispetto agli incidenti violenti verificatisi in precedenza. Restano ancora però gruppi di giovani controllati dalla polizia. I media riportano 30 feriti tra i manifestanti. Scontri si sono verificati a Gerusalemme e anche a Ramallah in Cisgiordania. Ai funerali del ragazzino rapito e ucciso, secondo la famiglia per vendetta da coloni ebrei, c'erano migliaia di palestinesi.
VIDEO DEL RAPIMENTO. All'arrivo del feretro, rilasciato dopo un lungo tira e molla e tra il padre del giovane e la polizia israeliana, la folla ha intonato canti in onore del 'martire' e contro i coloni degli insediamenti che circondano il quartiere arabo. La tesi del rapimento è sostenuta dalle testimonianze della famiglia e della gente del posto. Il quotidiano inglese Guardian ha anche diffuso un video (registrato da una telecamera di sicurezza del posto e fornito dalla famiglia) in cui si vede il giovane avvicinato da due persone mentre si trova non distante dalla Moschea. Subito dopo un'auto si è accostata ed è ripartita ad alta velocità con il giovane a bordo.
RABBIA DI FAMILIARI E AMICI. Non appena sono terminate le esequie nel cimitero locale, sono scoppiati violenti incidenti tra i giovani residenti di Shufat e i reparti antisommossa della polizia schierata in gran numero, mentre in cielo un elicottero ha costantemente sorvolato l'area. Sono stati sparati proiettili di gomma e gas lacrimogeni.
Frustrazione, rabbia e un senso di ingiustizia sono stati espressi a gran voce dai residenti del quartiere. Gli stessi manifestati anche da Hussein Abu Khdeir, padre di Mohammed, che ha chiesto alle autorità israeliane di «distruggere le abitazioni dei coloni» una volta arrestati, evocando il trattamento usato dall'esercito nei confronti di palestinesi responsabili di particolari crimini in Cisgiordania.

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