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COLLEGIALITÀ 4 Luglio Lug 2014 2137 04 luglio 2014

Laici e coppie in Curia, il Vaticano ne discute

«Clima cordiale tra papa e cardinali».

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Papa Francesco.

Più forza a laici, donne e coppie nei dicasteri. Questa è la prospettiva per rendere la Chiesa più collegiale, emersa dalla quinta sessione del Consiglio dei cardinali con il papa per la riforma della Curia. Il Consiglio, coordinato dall'arcivescovo di Tegucigalpa Oscar Maradiaga e ormai chiamato C9 dopo l'acquisizione ufficiale del segretario di Stato Pietro Parolin, ha anche stabilito tre nuove date per i prossimi incontri: 15-17 settembre, 9-11 dicembre, 9-11 febbraio. E già questo conferma che la riforma è ancora in elaborazione, non c'è neppure una bozza di nuova costituzione, e i tempi per il varo si proiettano verso il 2015. Della possibilità di un maggior ruolo di laici, donne e coppie nei dicasteri pontifici si parla anche in relazione a accorpamenti e snellimenti dei ministeri di Famiglia, Laici, Giustizia e pace.
MAGGIOR PESO DEI LAICI. Sul nuovo assetto ancora non si è deciso, ma i cardinali confermano l'orientamento verso il maggior peso per i laici. L'esame dei dicasteri ha interessato Governatorato, Segreteria di Stato e poi via via gli altri. Il Consiglio ha lavorato inoltre sulle nunziature e il ruolo dei vescovi nella Chiesa, due temi di grande rilevanza, sui cui la riflessione è ancora in corso. A parte gli incontri dei primi giorni con la Commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior, il gruppo di consiglieri ha lavorato solo con il papa, presente questa volta all'intera sessione, grazie alla sospensione estiva delle udienze.
RIFORMA DIFFICILE. La riforma si conferma come non dietro l'angolo. Si è rivelata più difficile del previsto? è stato chiesto al portavoce Federico Lombardi. «Se c'è questa rappresentanza multicontinentale, paghi il prezzo che il lavoro non può avere ritmi stretti; può darsi - ha ipotizzato - che ci sia un aggiustamento naturale tra la problematica da affrontare e il ritmo che il gruppo riesce a sviluppare nel suo lavoro, e il metodo che utilizza. Non che ci sia la sorpresa di grandi problemi che non fossero conosciuti, quanto un gruppo che non esisteva, e che affronta una tematica di questa larghezza; in questo senso lo trovo abbastanza normale e naturale».
LE '3F' DI LOMBARDI. Un cardinale di lingua inglese, racconta Lombardi, «mi ha parlato di '3f' per descrivere il clima in cui lavora il C9 dei cardinali con il Papa: 'free, frank and friendly', mi è parsa una bella definizione che corrisponde alle facce che vedo quando li incontro all'uscita di lavori», ha detto Lombardi precisando di intendere frank nel senso di schietto. Il papa, ha aggiunto, si inserisce con naturalezza in questo clima di dialogo, favorendo la discussione, interloquendo, non con interventi di orientamento forte della conversazione; certo, ha aggiunto, sappiamo che si tratta di un Consiglio che propone, e il papa conserva tutta la libertà di decidere, però nella dinamica il papa si inserisce con molta naturalezza in questo dialogo, e si inserisce partecipando anche lui. Così papa Bergoglio cerca di costruire una Chiesa più sinodale.

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