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IL COLLOQUIO 5 Luglio Lug 2014 1512 05 luglio 2014

Inchiesta Mose, Milanese: «Non gestivo nulla, facevo il segretario»

Lo sfogo di Milanese prima dell'arresto.

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Marco Milanese.

L'inchiesta Mose si è abbattuta pure su Marco Milanese, braccio destro di Giulio Tremonti, finito in carcere il 4 luglio con l'accusa di corruzione. Avrebbe esercitato pressioni per far autorizzare delibere del Cipe per il Mose.
LE DELIBERE DEL MOSE. Il 18 giugno Milanese alla notizia di essere indagato si era sfogato col Fatto quotidiano. «Va bene la casa di Tremonti, va bene l'orologio ma pure il Mose no», ha detto ricordando i fatti del 2010, quando con l'ex ministro discutevano delle delibere per il Mose. «Lo dirò ai magistrati», aveva attaccato. «Una cosa è sicura Tremonti non ha preso soldi e neanche io». E aveva messo in chiaro: «Io on gestivo nulla facevo il segretario. Ero delegato a dire: "Stia tranquillo non si preoccupi"». Insomma Milanese non avrebbe avuto un ruolo nella tangentopoli della Laguna. E questo perché «Mazzacurati si era messo d'accordo direttamente con Tremonti. Non aveva bisogno di pagare me».
«NON STO VIVENDO PIÙ». E poi ancora Milanese si lamentava della sua situazione: «Non sto vivendo più. Ho avuto accertamenti bancari, rogatorie all'estero e non hanno trovato niente. Io non ho soldi, non so come cazzo devo dirvelo. Stavo comprando una casettina con il mutuo. Mi hanno sospeso la scuola, lo stipendio non è uscito più e mi hanno sospeso il mutuo».
E infine una riflessione amara: «Tremonti è ancora potente, Milanese si può buttare...»




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