Roma Omiidio Camiluccia 140703123450
BANDA MOKBEL 5 Luglio Lug 2014 1716 05 luglio 2014

Omicidio di Roma, Ceniti non risponde al gip

Avanti le indagini sull'estrema destra.

  • ...

Non ha voluto parlare, Giovanni Battista Ceniti. Ma i giudici hanno confermato il fermo per il sospettato killer della Camilluccia. Il 29enne è accusato di aver ucciso giovedì 3 luglio in un appartamento di Roma, Silvio Fanella, ritenuto dagli inquirenti il cassiere del gruppo riconducibile all'imprenditore Gennaro Mokbel. Ceniti si è avvalso della facoltà di non rispondere. E ha risposto con il silenzio alle domande del giudice per le indagini preliminari. Che ne ha poi convalidato il fermo, emettendo anche una misura cautelare nei confronti del giovane.
ANCORA RICOVERATO IN CHIRURGIA. Ceniti è attualmente ricoverato nel reparto di chirurgia generale del Policlinico Gemelli per le ferite riportate nel corso del conflitto a fuoco. «La decisione del mio assistito», ha spiegato l'avvocato Luigi Conti, «è legata esclusivamente alle condizioni fisiche in cui si trova. Ricordo che l'ogiva che lo ha raggiunto non è stata ancora estratta e la situazione resta critica». Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, in passato Ceniti è stato militante del movimento di estrema destra CasaPound.
INDAGINI SULL'ESTREMA DESTRA. E il suo silenzio non ha fermato le indagini dei magistrati. Sembra essere sempre meno sottile, infatti, il filo che divide gli inquirenti e il resto del commando responsabile dell'omicidio di Fanella. Secondo quanto si è appreso, le indagini per risalire all'identità delle due persone fuggite subito dopo l'omicidio, si starebbero concentrando in ambienti legati all'estrema destra. Lo stesso ambiente da dove proviene Ceniti. Non è escluso che i due uomini possano essere coetanei del sospettato killer.
RIPRESI DALLA TELECAMERA. I loro volti sarebbero stati ripresi da una telecamera di un negozio nel quartiere Prati. Secondo quanto si è appreso, le riprese li avrebbero immortalati a piedi poco dopo aver lasciato la Fiat Croma in via Premuda. Gli investigatori ipotizzano inoltre che i due ricercati possano aver avuto dei complici, che li abbiano aiutati nella loro fuga, forse fino ad una fermata della metropolitana, dopo aver abbandonato l'auto utilizzata per il sequestro finito male.
CACCIA ALLE IMPRONTE DIGITALI. Il 5 luglio è stato effettuato un sopralluogo, con accertamenti tecnici irripetibili, nel teatro dell'omicidio. All'atto istruttorio, una sorta di incidente probatorio che servirà a 'congelare' la scena del crimine, erano presenti gli uomini della squadra Mobile e della scientifica e i difensori di Ceniti. L'obiettivo era 'repertare' eventuali impronte digitali e verificare la presenza di tracce biologiche.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso