Bossetti Interrogatorio 140705211030
INDAGINI 5 Luglio Lug 2014 2108 05 luglio 2014

Omicidio Yara, Bossetti ha deciso di parlare

Per la prima volta il muratore affronta il pm.

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Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, da 20 giorni in cella d'isolamento.

Massimo Giuseppe Bossetti ha cambiato strategia. Accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, dopo due «non ho nulla da dire» pronunciati davanti al pubblico ministero di Bergamo Letizia Ruggeri, il muratore, in cella di isolamento ormai da 20 giorni, ha deciso di rompere il suo silenzio per la prima volta, chiedendo di essere ascoltato. L'interrogatorio 'investigativo' è fissato per martedì 8 luglio.
LA PRESENZA DEL SUO DNA DA SPIEGARE. Bossetti potrebbe così fornire la sua versione dei fatti, e chiarire come abbia fatto il suo Dna a finire sugli slip e i leggins di Yara. Proprio quelle tracce, che per la scienza appartengono certamente a Ignoto 1, sono infatti l'architrave delle accuse a suo carico. Cosa che nemmeno i difensori di Bossetti, Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, hanno mai contestato.
I LEGALI: «VUOLE CONTRIBUTO DI VERITÀ». Gli avvocati hanno affermato che Bosssetti «vuole dare il suo contributo alla verità, ma non può confessare un delitto che non ha commesso». Provato dai 20 giorni di isolamento, lo hanno descritto come una persona comunque decisa a dimostrare che «con questa vicenda non c'entra nulla». Il faccia a faccia tra indagato e accusa si profila quindi intenso e complicato.
GLI ALTRI INDIZI DA CONTESTARE. Bossetti potrebbe provare a contestare anche quanto ha letto sulla stampa, a proposito di alcune testimonianze che lo vorrebbero più spesso a Brembate di Sopra, il paese di Yara, che a casa con la sua famiglia a Mapello. E poi ci sono le indiscrezioni sul fatto che non sarebbero suoi i peli trovati sul corpo della ragazza: informazioni che, se confermate, potrebbero averlo confortato. Anche se al momento la consulenza dell'Università di Pavia non è ancora stata depositata. Un professore dell'ateneo aveva pubblicamente dichiarato che i peli appartenevano a Ignoto 1, salvo poi correggersi, ed erano seguite smentite fatte trapelare dagli ambienti giudiziari bergamaschi.
IL RIS DEVE ANALIZZATE LE VETTURE DI BOSSETTI. A metà della settimana prossima dovrebbero poi cominciare le analisi sui reperti prelevati dalla Volvo di Bossetti e dal suo autocarro dai Ris di Parma. Peli, polveri e altro materiale che è stato rilevato dal Luminol, ma che potrebbe non essere necessariamente sangue. Se lo è e a chi appartiene può essere stabilito solo in contraddittorio dai consulenti delle parti.
MANCANO ANCORA I RISULTATI SUI GUANTI DI YARA. E non sono ancora arrivati i risultati sulle tracce di Dna ritrovate sui guanti di Yara, uno maschile e uno femminile. Difficile, per gli inquirenti, che possano dare risultati significativi sull'eventuale presenza sul luogo del delitto di altre persone. Perché i guanti, durante il rapimento e l'aggressione, sarebbero rimasti nel giubbotto della tredicenne. Stabilire a chi appartengano quelle tracce potrebbe essere un'impresa impossibile e non pertinente ai fini del processo, perché potrebbero appartenere anche a chi ha maneggiato i guanti all'atto dell'acquisto o ancora prima.
IL RIESAME NEGA LA SCARCERAZIONE DI BOSSETTI. Il tribunale del Riesame, intanto, ha negato la scarcerazione a Bossetti. La mancata corrispondenza tra il Dna mitocondriale trovato sul corpo di Yara Gambirasio, che non risulta essere di Massimo Bossetti, e quello nucleare, certamente del muratore, «non è dirimente e non scalfisce l'estrema rilevanza e significatività dell'indizio grave», hanno scritto i giudici.

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