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polemica 6 Luglio Lug 2014 1855 06 luglio 2014

Calabria, inchino al boss durante la processione

A Oppido la statua della Vergine si ferma per l'ergastolano Mazzagatti. Alfano: «Rituale deplorevole».

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La statua della Madonna delle Grazie di Tresilico tratta da un filmato su Youtube.

La statua della Madonna davanti alla casa del boss, in un rituale già visto che unisce 'ndrangheta, Chiesa e politica. È accaduto di nuovo, in Calabria, durante la processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina. La casa era quella del presunto boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, 82 anni, condannato all'ergastolo per omicidio e associazione a delinquere e ai domiciliari per motivi di salute.
LA DENUNCIA DEI CARABINIERI. Nel momento in cui la processione, ha riportato il Quotidiano della Calabria, ha fatto la sosta, il comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina si è allontanato in segno di dissenso da quanto stava accadendo. Altri due carabinieri, invece, hanno documentato la vicenda e gli esiti dei loro appunti sicuramente confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di ordine pubblico. La processione, giunta nei pressi dell'abitazione di Mazzagatti, si è fermata per circa trenta secondi. La statua della Madonna delle Grazie era preceduta da alcuni sacerdoti e da un gruppo di amministratori locali.
«Si tratta di deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi», ha commentato il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Il ministro si è inoltre complimentato con i carabinieri che hanno preso le distanze da quelli che Alfano giudica «atti incommentabili».
15 GIORNI FA LA SCOMUNICA DEL PAPA. Solo quindici giorni fa, papa Francesco, nel corso della messa nella spiana di Sibari, aveva scomunicato i mafiosi chiedendo alla politica di combattere la 'ndrangheta perché adora i soldi e disprezza il bene. «Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, e la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato», aveva detto il papa.
GRATTERI: «ASPETTO REAZIONE DEI VESCOVI». «Purtroppo la storia si ripete», ha commentato il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri, «Ora voglio cercare di capire cosa faranno e quali saranno le azioni dei Vescovi della Calabria, così come voglio vedere quale sarà il comportamento di tutti i sacerdoti. Mi auguro che la chiesa non abbia tentennamenti così come accaduto per la Vara (la sacra effige della Madonna, ndr) portata a spalle da gente che si professa cristiana ma che di cristiano non ha proprio nulla».
MILITO: «PRESE LE DISTANZE». «Ho preso le distanze in modo immediato e quindi c'è la più grave riprovazione per quanto successo», ha detto il Vescovo di Oppido-Palmi, monsignor Francesco Milito in una intervista a Radio Vaticana, «Non c'è bisogno di comprovare perché c'è il fatto, e basta. Al di là di questo, le mie posizioni saranno molto energiche sull'argomento. Saranno tali da far capire che bisogna nel modo più assoluto ricordarsi sempre che non ci possono essere alleanze di alcun genere che siano contro la fede».

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