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AFFONDO 6 Luglio Lug 2014 1430 06 luglio 2014

Papa Francesco: «Il sistema economico sfrutta l'uomo»

Bergoglio: «Le persone sono sfinite dall'abbandono».

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Città del Vaticano: papa Francesco durante l'Angelus del 6 luglio 2014.

Partendo dal brano evangelico in cui Gesù rivolge l'invito «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro», durante l'Angelus del 6 luglio, papa Francesco ha spiegato che «questo invito di Gesù si estende fino ai nostri giorni, per raggiungere tanti fratelli e sorelle oppressi da condizioni di vita precarie, da situazioni esistenziali difficili e a volte prive di validi punti di riferimento».
Nei Paesi più poveri, ma anche nelle periferie dei Paesi più ricchi «si trovano tante persone stanche e sfinite sotto il peso insopportabile dell'abbandono e dell'indifferenza».
L'indifferenza «quanto male fa ai bisognosi l'indifferenza umana e peggio quella dei cristiani».
VIVERE AI MARGINI DELLA SOCIETÀ. Secondo il Santo Padre, «ai margini della società sono tanti gli uomini e le donne provati dall'indigenza, ma anche dall'insoddisfazione della vita e dalla frustrazione».
Tanti «sono costretti a emigrare dalla loro patria, mettendo a repentaglio la propria vita». Molti di più «portano ogni giorno il peso di un sistema economico che sfrutta l'uomo, gli impone un 'giogo' insopportabile, che i pochi privilegiati non vogliono portare».
IL RISTORO DI GESÙ. Gesù, «promette di dare ristoro a tutti, ma ci fa anche un invito, che è come un comandamento: 'Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore'». Ma lo dice anche «a coloro che possiedono tutto, ma il loro cuore è vuoto vuoto e senza Dio: anche a loro Gesù rivolge questo invito, 'venite a me'».
L'invito di Gesù «è per tutti, ma in modo speciale per quelli che soffrono di più». Il 'giogo' del Signore «consiste nel caricarsi del peso degli altri con amore fraterno. Una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro».
ESSERE UMILI DI CUORE. Per papa Francesco «la mitezza e l'umiltà del cuore ci aiutano non solo a farci carico del peso degli altri, ma anche a non pesare su di loro con le nostre vedute personali, i nostri giudizi, le nostre critiche, o la nostra indifferenza».

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