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ITER PARLAMENTARE 6 Luglio Lug 2014 0930 06 luglio 2014

Riforma giustizia, Andrea Orlando: «Niente accordi sotto banco»

«Corruzione? Bisogna prosciugare il brodo di coltura».

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Sulla riforma della giustizia «ci confronteremo con tutti. Ma non ci sono né tavoli separati, né accordi sotto banco».
Parola del ministro della Giustizia, Andrea Orlando intervistato il 6 luglio da la Repubblica.
Se le forze di opposizione «daranno indicazioni», ha aggiunto, «le accoglieremo solo se le condivideremo. Altrimenti manterremo le nostre posizioni di fronte al Paese».
Orlando ha escluso un 'inciucio' con Silvio Berlusconi: «Nei colloqui in parlamento con Forza Italia abbiamo registrato solo indicazioni di carattere generale, ma nessuna richiesta d'intervento specifico».
RIFORME NECESSARIE. E sulla giustizia ha aggiunto «dal Pd, non ho mai registrato ripercussioni frutto delle polemiche sulla riforma costituzionale».
La stragrande maggioranza del Pd «ritiene necessaria la riforma». Negli ultimi 20 anni la giustizia «è stata usata come un campo di battaglia dalla politica».
Orlando uomo della mediazione? «Sono un uomo del confronto, non della mediazione a prescindere».
Poi una riflessione su politica e corruzione: «La nomina di Raffaele Cantone (dal 27 marzo è presidente dell'Autorità nazionale anti-corruzione, ndr) è il primo passo. Bisogna prosciugare il brodo di coltura della corruzione». Venezia «ci dice che non c'era solo una politica corrotta, ma anche la corruzione di chi avrebbe dovuto controllare».
NODO INTERCETTAZIONI. Le intercettazioni? «Non si tratta in alcun modo di limitare l'uso delle intercettazioni nelle indagini. Abbiamo lanciato un appello ai media per cercare insieme un punto di equilibrio tra diritto all'informazione e tutela della privacy».
Quanto alla responsabilità civile, il ministro Orlando ha negato una riforma anti-toghe: «Non faremo norme per mettere sotto schiaffo nessuno, ma per garantire che se un cittadino subisce un danno, dev'essere certo che qualcuno lo risarcirà».

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