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DATI 7 Luglio Lug 2014 0715 07 luglio 2014

Immigrazione, Ocse: occupati giù del 10% dal 2008

Lavoratori stranieri mal pagati, spesso attivi nel sommerso.

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Migranti salvati nel canale di Sicilia.

Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto «L'integrazione degli immigrati e dei loro figli in Italia», redatto su richiesta delCnel dall'Ocse e presentato il 7 luglio a Roma, gli gli uominiimmigrati sono stati colpiti «molto duramente» dalla crisi economica, data la loro concentrazione nel settore dell'edilizia e del manifatturiero.
DISOCCUPAZIONE SU DEL 10% IN 6 ANNI. Il loro tasso di occupazione ha raggiunto il 72% nel 2012 ed è sceso di 10 punti percentuali dal 2008, circa il doppio rispetto ai nativi. L'occupazione delle donne immigrate, impiegate per lo più in lavori di cura e assistenza, «dipende invece dai risparmi delle famiglie, che stanno notevolmente diminuendo».
IMMIGRATI CON LAVORO SOMMERSO E MAL PAGATI. E anche se tra la popolazione in età lavorativa in Italia il tasso di occupazione degli immigrati è maggiore rispetto a quello dei nativi, molti stranieri «sono intrappolati in lavori a bassa produttività e mal pagati e costituiscono buona parte dei lavoratori in condizioni di povertà».
Spesso, denuncia l'Ocse, gli immigrati entrano nel circuito del lavoro sommerso e irregolare, dello sfruttamento e della discriminazione. Ciò vale anche per «quel 10% classificato come altamente qualificato, che rappresenta l'unico gruppo con tassi di occupazione più bassi rispetto ai nativi».
DIFFICILE INSERIRSI NELLE SCUOLE. Complessivamente gli immigrati, uomini e donne, costituiscono rispettivamente il 31 e il 40% dei lavoratori poco qualificati nel 2012. Solo la metà di loro ha un titolo di studio superiore alla licenza media e pochi parlano italiano al momento dell'arrivo. Il passaggio alla scuola superiore non è facile e, ricorda l'Ocse, «solo otto regioni consentono agli studenti immigrati con qualifica professionale post-triennale di accedere a un quarto anno di formazione e solo due regioni al quinto anno».
AUMENTO DELL’ABBANDONO SCOLASTICO. Il rapporto registrainfine tra i figli di immigrati un crescente tasso di abbandono scolastico e una percentuale di Neet pari a un terzo degli stranieri tra i 15 e i 24 anni.

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