Gennaro Mokbel 110622134524
BLITZ 8 Luglio Lug 2014 1653 08 luglio 2014

Tentarono di sequestrare Fanella nel 2012: tre fermi

In manette anche Macori, ex autista di Mokbel. A casa sua diamanti.

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Gennaro Mokbel

Tre persone sono state poste in stato di fermo per il tentato sequestro, nell'agosto del 2012, di Silvio Fanella, il broker ucciso il 3 luglio a Roma.
Si tratta di Roberto Macori, 40 anni, Aniello Barbetta, 23, e Giovanni Plastino, 35.
A casa del primo, che è stato in passato l'autista dell'imprenditore Gennaro Mokbel, di cui Fanella era il tesoriere di fiducia, sono stati trovati diversi diamanti.
Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla procura di Roma e scaturisce da una indagine delegata al Ros nello scorso mese di dicembre dalla direzione distrettuale antimafia della Capitale.
IL MOVENTE? IL TESORO DI FANELLA. Il tentativo di sequestro non andò a buon fine in quanto Fanella, che viveva in un appartamento nella zona di Testaccio a Roma, nel giorno del blitz viaggiava a bordo di un veicolo diverso da quello che era previsto dai sequestratori.
Il movente del tentato sequestro è legato al tesoro di Fanella, di cui facevano parte alcuni diamanti, parzialmente recuperato dagli inquirenti il 4 luglio scorso in un appartamento del Frusinate.
COLLEGAMENTI TRA TENTATO SEQUESTRO E OMICIDIO. Secondo i magistrati, ci sono «numerose similitudini» ed «evidenti collegamenti» tra il tentato sequestro e l'omicidio: «L'azione del 3 luglio è stata compiuta, come quella del 2012, da almeno tre persone, armate e munite di fascette per immobilizzare la vittima, che hanno esibito al portiere dello stabile un tesserino di riconoscimento falso della guardia di finanza».

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