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TENDENZA 8 Luglio Lug 2014 2000 08 luglio 2014

Vaccini in calo, pesano 'campagne della paura'

La denuncia: crollo per disinformazione.

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In Italia la copertura del morbillo con vaccini è attorno al 90%.

Gli italiani si vaccinano sempre di meno. Il motivo? Campagne mediatiche denigratorie e sentenze con grande risalto.
La tendenza è arrivata dalla Società Italiana d'Igiene (SItI) e conferma quanto si temeva, compresa la preoccupazione del riemergere di nuovi focolai di malattie quasi debellate.
CALO DEL 25%. Negli ultimi anni, è l'allarme lanciato dal presidente SItI Michele Conversano, «a causa delle campagne di controinformazione antivaccinale assistiamo a un calo pauroso della copertura, con picchi anche del 25% in meno per morbillo e rosolia».
Se, infatti, negli ultimi anni in Italia si registra, in media, una perdita di un punto percentuale annuo, «i cali sono più evidenti nelle località in cui queste associazioni sono più attive e in prossimità di convegni», ha specificato Antonio Ferro, responsabile della Campagna VaccinarSì della SItI.
«SIAMO DINSINFORMATI». «Siamo inondati di informazioni ma, paradossalmente, molto disinformati», ha sintetizzato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ma è solo con una copertura pressoché completa che sono state debellate, in Italia, poliomelite e vaiolo. E, laddove «la copertura è insufficiente, le malattie ritornano».
«Per questo sui vaccini non possiamo abbassare la guardia né in Italia né in Europa e ho inserito il tema nel programma del semestre europeo», ha concluso la Lorenzin.
Il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Pierpaolo Vargiu ha aggunto che «il Sistema sanitario nazionale dovrebbe solo cominciare a preoccuparsi di come garantire la sostenibilità dei nuovi vaccini innovativi».
NESSUN OBBLIGO PER MORBILLO. In Italia non vige l'obbligo di vaccinazione per malattie come morbillo e rosolia che, nonostante sembrino innocue, possono avere conseguenze anche molto gravi.
La prima può originare complicanze che possono portare alla morte, la seconda, in caso il contagio riguardi donne in gravidanza, può comportare malformazioni al feto. Affinché sia efficacie la copertura vaccinale dovrebbe coprire il 95% dei bambini. Tuttavia la realtà è ben diversa e, come molti altri aspetti della sanità, si differenzia molto da regione a regione.
MENO VACCINI AL SUD. «In genere», ha spiegato Ferro, «è maggiore al Nord dove, in Regioni come Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, raggiunge il 90-92% di copertura. Mentre al Sud scende ben al di sotto. In particolare in Campania siamo all'80% del totale».
Eppure, ad esempio per quanto riguarda il morbillo, negli ultimi 18 anni, grazie a vaccinazioni 'su larga scala' sono stati evitati 2 milioni di casi di contagio e 2.000 di decessi.
VACCINARE SU LARGA SCALA CONVIENE. Vaccinare in larga scala, inoltre, «fa risparmiare il Sistema sanitario», ha ricordato Renato Soncini, presidente Gruppo Vaccini Farmindustria.
«Secondo uno studio dell'Università Tor Vergata di Roma vaccinando contro l'influenza tutte le persone tra 50-64 anni, si spenderebbero 76 milioni di euro ma se ne risparmierebbero 746 milioni in cure e diagnosi», ha concluso Soncini.

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