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TENSIONE 9 Luglio Lug 2014 0750 09 luglio 2014

Israele, scontro con Hamas: esplosioni a Tel Aviv

Sirene d'allarme fin dalla mattina. Nella notte 160 raid sulla Striscia.

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Raid, sirene ed esplosioni. S'è svegliata così Israele nella mattinata di mercoledì 9 luglio.
Sin dalle prime ore della giornata sono risuonati gli allarmi che hanno messo in allerta la popolazione sull'arrivo di missili sparati dalla Striscia di Gaza. E dopo le sirene, nella zona di Tel Aviv sono infatti state udite tre forti esplosioni.
ALLARME IN ISRAELE. Il sistema Iron Dome, s'è poi saputo, ha infatti intercettato tutti cinque missili palestinesi diretti sull'area metropolitana (dall'inizio delle tensioni sui 225 sparati dalla Striscia ne sono stati distrutti 40).
I proiettili lanciati da Gaza erano indirizzati in 20 differenti località di Israele, compresa la zona centrale del Paese. Per questo sono risuonate le sirene anche a Modin, Rishon Letzion, Ashdod, Ashkelon, Rehovot e nel Sud d'Israele, dove la polizia ha invitato i cittadini a restare sempre vicini ai rifugi.
RAID SU GAZA NELLA NOTTE. Quanto registrato a Tel Aviv è la reazione di Hamas ai raid dell'aviazione di Benjamin Netanyahu che nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 luglio ha compiuto 160 attacchi nella Striscia di Gaza. A loro volta, i raid israeliani sono una riposta al continuo lancio di razzi verso Israele, come ha spiegato il portavoce dell'esercito.
GIÀ 26 VITTIME. Dall'inizio dell'operazione 'Margine protettivo', ha aggiunto il rappresentante delle forze israeliane, sono stati effettuati 430 attacchi aerei e gli attacchi, secondo stime del ministero della Sanità di Gaza, hanno provocato 25 morti, anche se c'è chi ha parlato di 26 vittime: tra queste ci sono anche i quattro uomini-rana palestinesi (cinque secondo alcune fonti) uccisi dai militari poco a nord della Striscia.
COLPITI I TERRORISTI. L'ultimo è stato un miliziano palestinese, Abdullah Diafallah, che viaggiava a bordo di una motocicletta nella zona di Beit Hanun (nel Nord della Striscia di Gaza), ucciso mercoledì 9 luglio da un razzo sparato da un velivolo israeliano.
Per i soldati di Netanyahu, però, si tratta di un «terrorista della Jihad islamica palestinese responsabile di ripetuti lanci di missili verso Israele».
UCCISI ANCHE I CIVILI. Nel rione di Nusseirat a Gaza sono invece rimasti uccisi due palestinesi: erano padre e figlio, rispettivamente di 61 e 39 anni.
Una madre con il figlio di quattro anni e due ragazzi di circa 12 anni sono rimasti uccisi in due attacchi a Sajaya e a Zaitun, due rioni di Gaza.
Secondo notizie ancora non confermate si sarebbero trovati nelle immediate vicinanze di case colpite da un F-16: i quattro uccisi sarebbero invece vicini di casa, che non si erano resi conto del pericolo incombente.

Colpito uno dei comandanti del braccio armato di Hamas

Esplosioni a Rafah nella Striscia di Gaza.

Ben più grave per le possibili conseguenze è, però, stato il bombardamento da parte di Israele della casa di Raed al-Attar, uno dei comandanti del braccio armato di Hamas e uno dei rapitori del caporale Ghilad Shalit.
Un portavoce dell'organizzazione palestinese ha infatti spiegato che è stata «varcata una grave linea rossa» e ha promesso «conseguenze» per il gesto.
Sempre secondo il portavoce di Hamas, l'aviazione israeliana ha distrutto in tutto a Gaza 15 abitazioni di responsabili palestinesi, dopo aver dato alle famiglie un preavviso di 10 minuti per mettersi in salvo.
NOTTE INSONNE NELLA STRISCIA. Gli abitanti di Gaza, infatti, hanno trascorso una notte insonne, mentre sull'intera Striscia si susseguivano gli attacchi aerei israeliani.
I servizi medici sono stati posti in stato di massima allerta. E nella mattinata le strade principali sono apparse deserse con la popolazione che si è chiusa in casa, tenendosi il più distante possibile dalle finestre.
«Fra la gente serpeggia un'atmosfera di paura e di impotenza», ha riferito uno degli abitanti.
ALTRI MORTI PALESTINESI. Nel Nord della Striscia due esponenti locali della Jihad islamica sono rimasti uccisi nei bombardamenti israeliani. Fra gli edifici colpiti, hanno precisato fonti locali, due moschee della città di Khan Yunis, nel Sud.
Nel frattempo Hamas ha celebrato gli attacchi sferrati contro Israele: la infiltrazione in territorio israeliano di cinque uomini rana palestinesi presso il kibbutz di Zikim (Ashqelon) e il lancio di un potente missile verso Haifa, caduto poi più a Sud nella zona industriale di Hadera.
L'ATTACCO NEL RAMADAN. «Questi attacchi», ha rivelato Hamas, «sono avvenuti nel '10 giorno del Ramadan'»: una frase significativa in particolare per il popolo egiziano perché nello stesso giorno del mese di digiuno islamico, nel 1973, scattò la offensiva siro-egiziana contro Israele che diede l'inizio al conflitto noto anche come 'Guerra del Kippur'.

Abu Mazen: «Fermare questo massacro, è un genocidio»

Presidente dell'Anp Abu Mazen.

A fronte dell'escalation di tensione e violenze, il presidente palestinese Abu Mazen - citato dai media di Ramallah - in un discorso in televisione ai palestinesi ha detto di aver sentito le fazioni e i leader di Hamas a Gaza: «Tutti hanno riferito di essere per la continuazione della tregua e contro l'escalation. Dobbiamo fermare questo massacro, è un genocidio».
Secondo la stessa fonte, Abu Mazen ha avuto un colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sissi al quale ha chiesto di intervenire nella crisi con Gaza.
SCHIACCIARE IL NEMICO. Tuttavia, da Israele non sembrano della stessa idea. Tanto che il ministro dei trasporti e dirigente del Likud Israel Katz ha scritto su Facebook che «soluzioni parziali non servono». E ha invitato il governo a proseguire con l'operazione militare. «Vanno dati all'esercito ordini chiari: rimuovere la minaccia dei missili e schiacciare la testa del serpente», ha scritto il rappresentante dell'esecutivo di Netanyahu.
OPERAZIONE ESTESA. Lo stesso premier israeliano ha dichiarato che «l'operazione sarà estesa e proseguirà fino a quando gli spari verso le nostre città non cesseranno del tutto e la calma ritornerà».
L'OFFENSIVA PROSEGUE. La conferma che Israele non ha intenzione di fermarsi è poi arrivata dal ministro della difesa Moshè Yaalon che ha detto come le operazioni «saranno estese durante i prossimi giorni». «Abbiamo ucciso terroristi di differenti ranghi», ha spiegato il membro del governo, «e questa operazione continuerà e sarà intensificata. Da parte nostra non sarà una battaglia di breve durata».

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