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INTERVISTA 9 Luglio Lug 2014 0850 09 luglio 2014

Terremerse, Errani condannato: «Pentirmi? Rifarei tutto»

Il governatore dimissionario dice: «È stato giusto autodenunciarmi».

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Vasco Errani, governatore dimissionario dell'Emilia-Romagna.

È stato condannato un anno di carcere (pena sospesa) per falso ideologico dalla Corte di Appello di Bologna nel caso Terremerse. E ha deciso di lasciare la presidenza della Regione Emilia-Romagna, nonostante le richieste di fare dietrofront arrivate da molti esponenti del Partito democratico, tra cui il premier Matteo Renzi. Eppure Vasco Errani non è riuscito a capacitarsi di quanto accaduto.
LO SFOGO SULLA STAMPA. «Dove ho sbagliato? Non lo so, non chiedetemelo oggi», ha detto in un colloquio con La Repubblica, cui ha chiarito i motivi del suo addio. «C'è una sentenza di condanna in appello, e so che le sentenze si rispettano, anche politicamente. Quindi, me ne vado, con enorme amarezza», ha spiegato Errani.
DIMISSIONI GIÀ DECISE. D'altra parte, le dimissioni, in caso di condanna, erano già pronte: «L'unica certezza che avevo in questi giorni», ha chiarito, «era che da condannato non potevo restare. E infatti non resterò. Della poltrona non mi interessa nulla, dell'onore delle istituzioni e del mio, invece sì».
SI ERA AUTODENUNCIATO. Errani è anche tornato sulla decisione di segnalare lui stesso il proprio comportamento alla procura: «Da un punto di vista strettamente processuale è chiaro che se io non avessi spedito quella lettera per dimostrare la mia estraneità ai fatti, non sarei mai stato coinvolto in questa vicenda processuale».
NESSUN RIMORSO. Un errore? «Resta il fatto», ha aggiunto il presidente dimissionario dell'Emilia-Romagna, «che rifarei tutto dalla a alla zeta, e questo vorrei che fosse chiaro. Perché un conto è la strategia, un conto sono io, la mia rispettabilità, il mio senso del dovere. E io, per senso del dovere, ho ritenuto giusto inviare quel testo ai giudici».
RICORSO IN CASSAZIONE. Infine Errani ha precisato che «in tutto questo processo non è mai stato dimostrato, dico mai, che una mia decisione o un mio atto abbia influito sull'erogazione di fondi alla cooperativa Terremerse presieduta da mio fratello»: «Io sono accusato di altro, sono accusato di aver ricostruito in modo mendace la procedura seguita dalla Regione. Ma siccome continuo a pensare che non sia vero, mi appellerò», con il già annunciato ricorso in Cassazione.

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