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SPIONAGGIO 10 Luglio Lug 2014 1533 10 luglio 2014

Datagate, espulso funzionario della Cia in Germania

Berlino caccia un rappresentante dei servizi segreti Usa.

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Angela Merkel e Barack Obama.

È arrivata ai massimi livelli la tensione diplomatica fra Germania e Stati Uniti con al centro il caso Datagate.
Dopo le ultime rivelazioni sullo spionaggio della National security agency americana (Nsa) nei confronti di Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha tuonato: con gli Stati Uniti «vedo una differenza di principi molto grande rispetto ai compiti dei servizi segreti dopo la Guerra fredda» (leggi la reazione della stampa tedesca).
Il governo tedesco ha quindi deciso di espellere un rappresentante dei servizi segreti americani operativo a Berlino.
«SPRECO DI ENERGIE». Secondo Merkel «ci sono problemi enormi nella difesa dal terrorismo, che sono prioritari rispetto alla questione di spiarsi tra alleati» definita «uno spreco di energie».
FIDUCIA IN BILICO. Nel periodo della divisione in blocchi contrapposti «in generale non ci si fidava degli altri Paesi», ha ricordato la cancelliera. Oggi, nel XXI secolo «ci dobbiamo chiedere quali siano i compiti dei servizi».
Con le nuove minacce provenienti soprattutto dal Medio Oriente, è «decisivo che si possa costruire fiducia tra gli alleati».
007 TEDESCO SPIAVA PER GLI USA. L'espulsione dalla Germania riguarda il funzionario che rappresenta i servizi americani a Berlino. Su questo provvedimento circolavano indiscrezioni dal 9 luglio, quando è emerso un nuovo caso di spionaggio in Germania, con l'apertura di un'inchiesta della procura su un agente dei servizi tedeschi che avrebbe venduto informazioni agli Usa dopo essere stato assoldato dalla Cia.

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