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TENSIONE 11 Luglio Lug 2014 0500 11 luglio 2014

Datagate, Usa-Germania: le tappe dello scontro

La tensione Washington-Berlino.

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Il portavoce del parlamento tedesco ha dichiarato laconico: «Gli Stati Uniti non hanno cooperato abbastanza e non hanno dato alcuna risposta alle questioni poste dalle autorità tedesche sui recenti casi di spionaggio». E così Berlino ha espulso un funzionario della Cia dalla Germania, facendo segnare il punto più basso nella storia dei rapporti diplomatici tra i due Paesi dalla fine di una Guerra fredda che sembra proseguita sul piano dei servizi.
TENSIONI TRA I DUE PAESI. L'escalation della tensione tra Washington e Berlino viene, però, da lontano, da quando nel giugno 2013 il Guardian ha iniziato a rivelare le attività di intercettazione della National security agency (Nsa), l'agenzia Usa di spionaggio delle comunicazioni, e l'attenzione americana sui centri di potere della Germania di Angela Merkel, intercettata 10 volte più della Francia.
Ecco come si è arrivati allo scontro finale.

1. Ottobre 2013: il cellulare di Merkel finisce sotto controllo

A ottobre 2013 emersero le intercettazioni al cellulare di Angel Merkel (©GettyImages).

A ottobre 2013, il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert aveva denunciato come, secondo le informazioni del controspionaggio tedesco, gli Usa avessero intercettato il cellulare della cancelliera.
Seibert, ricordando l'alleanza tra Usa e Germania, aveva definito la situazione «completamente inaccettabile». E già allora chiedeva a Washington «immediate e chiare spiegazioni».
GLI USA NEGANO TUTTO. L'ambasciatore americano a Berlino era stato convocato dal governo. E la stessa Merkel aveva telefonato al presidente degli Stati Uniti Barack Obama per avere spiegazioni. Mai arrivate visto che Washington aveva semplicemente negato il caso.
«Gli Usa non controllano le comunicazioni della cancelliera», aveva precisato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. Ma i tedeschi non si sono mai fidati: il parlamento di Berlino ha messo in piedi una commissione di inchiesta sullo scandalo e Merkel si è munita di un nuovo telefono anti-intercettazioni.

2. La cancelliera più spiata del siriano Bashar al Assad

La cancelliera tedesca, Angela Merkel (©GettyImages).

A marzo poi un nuovo capitolo nella crisi diplomatica: il settimanale tedesco Der Spiegel citò un documento segreto secondo il quale la Nsa nel 2009 raccoglieva informazioni su ben 122 capi di Stato.
Secondo le carte visionate dai cronisti tedeschi, Merkel era più spiata del presidente della Siria Bashar al Assad. Su di lei, infatti, l'intelligence americana avrebbe stilato ben 300 rapporti.
L'INCONTRO A MAGGIO. A maggio Merkel e Obama si sono incontrati a Washington, ma la visita, difficile anche per le differenze posizioni sulla crisi ucraina, non è servita a ripianare i rapporti.
Poco prima del viaggio, però, il governo aveva bocciato una possibile testimonianza di Edward Snowden di fronte alla commissione di inchiesta del Bundestag, definendola contraria agli interessi della Germania. Apertura e accortezza nei confronti degli Usa che a quanto pare non è ricambiata.

3. Luglio 2014: l'arresto di uno 007 che passava documenti alla Cia

La sede della National security agency negli Usa (©Ansa).

La tensione è esplosa ancora ai primi di luglio. A inizio mese a Berlino è stato arrestato un collaboratore dei servizi informativi tedeschi (Bundesnachrichtendienst, Bnd) sospettato di aver spiato per conto degli Stati Uniti i parlamentari della Germania incaricati dell'inchiesta sullo spionaggio della Nsa. Segno, agli occhi dei tedeschi, che invece di mettere fine allo spionaggio, gli Usa avrebbero perseverato nel proteggerlo.
NUOVO IMBARAZZO. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, arrestato e interrogato, avrebbe confessato di aver venduto documenti riservati alla Cia.
Effetto immediato: ennesima telefonata bollente tra le due sponde dell'Atlantico. E nuovo imbarazzo di Obama che avrebbe spiegato alla cancelliera di non essere stato informato della collaborazione della 'talpa'.
Delle due l'una: o il presidente Usa non ha in mano la situazione dei servizi oppure gli sgarbi a Berlino sono decisi e costanti.

4. Altra talpa al ministero alla Difesa che passava informazioni

Merkel e il presidente Usa Barack Obama (©GettyImages).

Gli Usa hanno poi raddoppiato: il 9 luglio una seconda talpa sarebbe stata scoperta a Berlino dal controspionaggio militare. La procura federale tedesca ha diffuso, infatti, la notizia secondo cui anche un'altra persona sarebbe sospettata di aver passato informazioni riservate ai servizi Usa.
Non è ancora chiara l'identità dell'uomo che potrebbe essere un militare o un dipendente civile, in ogni caso una persona che frequentava il ministero della Difesa.
Al secondo caso di controspionaggio in pochi giorni, l'ambasciatore John B. Emerson è stato riconvocato nuovamente al ministero degli Esteri e intanto l'uomo di fiducia di Obama per i servizi John O. Brennan ha chiamato subito il coordinatore dei servizi tedeschi, Klaus-Dieter Fritsche. Ma evidentemente non è bastato.

5. Berlino caccia il capo della Cia per strappare un nuovo accordo

Il presidente Usa, Barack Obama (©GettyImages).

A questo punto la cacciata del rappresentante della Cia presso l'ambasciata americana di Berlino è stato il segnale con cui il governo tedesco ha voluto dire basta agli affronti americani. Forse, ha ipotizzato il Washington Post, anche per arrivare a un accordo sullo stop allo spionaggio tra le due nazioni.
L'ambasciata Usa ha provato a reagire ribadendo la necessità della partnership con la Germania che «garantisce la sicurezza di tedeschi e americani». E spiegando di non potersi pronunciare su questioni «relative ai servizi segreti». Peccato che a ottobre 2013 Der Spiegel aveva già scritto come le basi delle intercettazioni fossero ubicate anche nelle sedi diplomatiche.

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