Pedofilia 130205150823
BLITZ 11 Luglio Lug 2014 0612 11 luglio 2014

Pedofilia, sgominata rete internazionale

Inchiesta partita da Venezia: 50 indagati.

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Una cinquantina di pedofili sono stati individuati tra Italia e altri 11 Paesi in una vasta operazione che è stata portata a termine dal Compartimento polizia postale e delle Comunicazioni di Venezia. Un lavoro investigativo durato mesi e coordinato dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) che dava la caccia a una rete di pedofili in giro per il mondo.
L'indagine, diretta dal pm lagunare Massimo Michelozzi, ha portato a 23 interventi della polizia di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Polonia, Messico, Argentina, Russia, Spagna e Repubblica Ceca.
PERQUISIZIONI A TAPPETO. In Italia ci sono state 26 perquisizioni tra Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana. Centinaia i gigabyte passati al setaccio dagli investigatori informatici, varie migliaia i sequestri di immagini e video di natura pedopornografica.
INDAGINI NATE DA UN'OPERAZIONE DEL 2013. Le indagini sono iniziate con una perquisizione effettuata nell'ambito di un'altra operazione di contrasto alla pedopornografia, condotta nel 2013. Nel corso dell'analisi delle caselle di posta elettronica di un presunto pedofilo sono emersi decine di contatti con utenti della rete recanti nickname riconducibili a bambini e bambine (sono state 75 le caselle di posta elettronica oggetto di indagine). L'attività di analisi della corrispondenza dell'indagato ha fatto emergere una allarmante realtà. Il presunto pedofilo frequentava diversi social network (Facebook, Netlog, Msn Spaces, Badoo e altri) dove si spacciava per una bambina alla ricerca di foto di altri bambini. E nel corso della ricerca si era imbattuto in decine e decine di «fake» (ovvero di utenti del web che si nascondono dietro ad una falsa identità digitale) che si fingevano loro stessi dei bambini.
AMICIZIA TRA PEDOFILI SUI SOCIAL. Nasceva così una scellerata amicizia nella quale questi pedofili, sotto mentite spoglie, si scambiavano materiale pedopornografico. La rete di questi «fake» è stata annientata nell'operazione. Le perquisizioni hanno dato esito positivo portando al sequestro di copioso materiale pedopornografico. Inoltre, dall'analisi del materiale sequestrato, sarà possibile sviluppare ulteriori piste investigative sull'allarmante fenomeno della pedopornografia digitale.

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