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MEDIORIENTE 12 Luglio Lug 2014 1915 12 luglio 2014

Gaza, l'Egitto lavora per una tregua con Israele

Dopo l'incontro fra Blair e al Sisi. Riaperto il valico di Rafah.

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L'incontro tra l'inviato speciale per la pace Tony Blair e il presidente egiziano Al-Sisi.

La diplomazia egiziana è al lavoro per una tregua tra Hamas e Israele. Il ministero degli Esteri egiziano, citato dall'agenzia Mena, ha annunciato una «intensificazione dei suoi contatti per fermare le aggressioni israeliane nei territori palestinesi».
RIAPERTO IL VALICO DI RAFAH. La notizia è arrivata dopo che era stato riaperto il valico di Rafah, l'unico passaggio che conduce fuori dalla Striscia di Gaza non controllato dagli israeliani. Il valico era già stato aperto una prima volta tra giovedì 10 e venerdì 11 luglio, per far passare 13 feriti gravi. Fonti della sicurezza egiziana hanno precisato che nella sola giornata di sabato 12 luglio, attraverso Rafah, sono passate 12 tonnellate di generi alimentari e medicine.
MEDIAZIONE EGIZIANA. Il portavoce della presidenza egiziana, Ihab Badawi, al termine dell'incontro fra l'ex premier britannico Tony Blair, inviato speciale per la pace in Medio Oriente, e il presidente Abdel Fattah al Sisi, ha definito gli sforzi di mediazione del proprio Paese «i più credibili e capaci di convincere le due parti» a stabilire un cessate-il-fuoco.
AL SISI TEME L'ESCALATION. Nell'incontro tra Blair e al Sisi, l'ex generale ha messo in guardia contro «le ricadute e i pericoli dell'escalation militare» a Gaza, destinata a «mietere vittime fra i civili». Al-Sisi ha poi confermato la «piena solidarietà» dell'Egitto al popolo palestinese, e «il suo interesse» ad assicurare che «tutti i bisogni umanitari» dei palestinesi vengano soddisfatti.
TUTELARE LA PALESTINA. In un comunicato, il dicastero egiziano ha poi confermato che «l'Egitto sta profondendo tutti gli sforzi possibili per salvare la vita di innocenti tra il popolo palestinese» attraverso «contatti intensi con tutte le parti a fine di tenere sotto controllo la situazione e impedire una più grande escalation».
Il ministero ha precisato che i «contatti» vengono tenuti «in continuazione» con «la dirigenza israeliana, l'autorità palestinese e le diverse fazioni palestinesi» oltre che, fra l'altro, con «Paesi arabi».
AZIONE COMUNE DELLA LEGA ARABA. Secondo Il Cairo i contatti sono tesi a «coordinare l'azione comune in seno alla Lega araba, all'Organizzazione per la cooperazione islamica e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite».
«L'Egitto ha anche contatti con tutte le controparti internazionali efficaci al fine di agire rapidamente per salvare il popolo palestinese e reclamare che Israele fermi gli attacchi», è stato scritto nel comunicato del ministero egiziano, «e si attenga all'accordo di tregua concluso nel novembre 2012». Quindi la nota ha ribadito che «l'Egitto reitera la richiesta rivolta alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità».

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