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VIOLENZE 12 Luglio Lug 2014 1223 12 luglio 2014

Iraq, 250 prigionieri sunniti uccisi in 10 giorni

Tra loro almeno otto minori. La denuncia di Human Rights Watch.

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Addestramento di volontari sciiti che devono affiancare le forze irachene.

Oltre 250 prigionieri iracheni, tra cui almeno otto minori, per lo più sunniti sono stati uccisi sommariamente in appena 10 giorni da membri di forze di sicurezza irachene e da miliziani lealisti, in larga parte sciiti.
È la denuncia diffusa il 12 luglio da Human Rights Watch (Hrw).
L'organizzazione umanitaria basata a New York ha documentato cinque massacri di prigionieri dal 9 al 21 giugno nelle regioni di Ninive, Salahaddin, Diyala e Anbar. Le vittime erano prigionieri rinchiusi nelle carceri governative. La maggior parte degli uccisi erano detenuti sulla base della controversa 'legge anti-terrorismo', ma mai accusati formalmente di alcun crimine.
BRUCIATI VIVI O FATTI SALTARE IN ARIA. Secondo le testimonianze e le informazioni raccolte da Hrw, le vittime sono state uccise con spari di arma da fuoco, bruciate vive o addirittura dilaniate da esplosioni di granate gettate appositamente dentro le celle. Il governo di Baghdad ha finora smentito di esser coinvolto nei crimini. E i ministeri della Difesa e dell'Interno iracheni si sono rifiutati di rispondere alle domande dei ricercatori di Human Rights Watch. Hrw afferma che le uccisioni documentate possono costituire una prova di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Le uccisioni appaiono, prosegue il rapporto, vendette per le atrocità commesse da miliziani sunniti dello Stato islamico, autore dal 9 giugno di una vasta offensiva nel centro e nel Nord dell'Iraq.

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