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GIUSTIZIA 13 Luglio Lug 2014 1420 13 luglio 2014

Matacena, Dubai dice no all'estradizione

Rigettata la richiesta della Dda. «Sono un rifugiato politico».

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Amedeo Matacena.

Gli Emirati arabi hanno rigettato la richiesta di estradizione della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria per Amedeo Matacena, l'ex deputato di Forza Italia condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, attualmente latitante a Dubai. Lo ha reso noto uno dei difensori dell'ex parlamentare, l'avvocato Enzo Caccavari.
«VOGLIO TORNARE IN ITALIA». Matacena si è definito «una persona che sta cercando giustizia e la vuole ottenere in Italia. Voglio tornare una volta che nel mio Paese sarà riconosciuta la mia innocenza, che è nei fatti», ha detto contattato telefonicamente dall'Ansa.
«Spero che la giustizia italiana dimostri di essere tale», ha aggiunto.
«NON LATITANTE, RIFUGIATO». «Con la decisione di rigettare la richiesta di estradizione, io non sono più un latitante, ma un rifugiato negli Emirati arabi uniti».
Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa è latitante, nonostante avesse dichiarato di essere pronto a rientrare in Italia per riabbracciare la famiglia. Il suo commento a caldo, attraverso l'avvocato era stato: «La decisione di rigettare la richiesta di estradizione dimostra, come ho sempre pensato, che negli Emirati arabi vengono rispettati i diritti del cittadino».
«Il rigetto della richiesta di estradizione», ha aggiunto Matacena, «è la riprova del fatto che fossero totalmente inconsistenti le ragioni ventilate dall'accusa circa la mia volontà di trasferirmi in Libano».
«La richiesta di estradizione per Matacena», ha commentato Caccavari, «è stata ritenuta totalmente illegittima dall'autorità giudiziaria degli Emirati arabi perché in quel Paese non esiste il reato di concorso esterno in associazione mafiosa».
IL RUOLO DI SCAJOLA. La richiesta di estradizione per Matacena era stata fatta dalla Dda di Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta sugli appoggi di cui l'ex parlamentare avrebbe beneficiato per sottrarsi all'arresto dopo la condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Appoggi che sarebbero stati messi in atto, tra gli altri, dall'ex ministro dell'Interno, Claudio Scajola, e dalla moglie di Matacena, Chiara Rizzo, arrestati anche loro ed attualmente entrambi ai domiciliari.

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