Roberto Maroni
INCHIESTA 14 Luglio Lug 2014 1402 14 luglio 2014

Contratti con Expo, Maroni è indagato

Presunte irregolarità. Governatore accusato di induzione indebita.

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Roberto Maroni.

Roberto Maroni ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Busto Arsizio per «induzione indebita a dare o promettere utilità per presunte irregolarità in due contratti di collaborazione a termine su progetti per Expo, stipulati non dalla Regione, ma da società Expo ed Eupolis». A renderlo noto, il 14 luglio, è stato proprio un comunicato della Regione Lombardia.
Maroni è accusato di un reato, quello di induzione indebita, di introduzione recente: è infatti in vigore dal 28 novembre 2012 all'interno della legge anti-corruzione.
«DISPONIBILE A CHIARIRE». La mattina del 14 luglio una perquisizione si è svolta a Palazzo Lombardia.Il presidente della Regione ha quindi fatto sapere di essersi «reso immediatamente disponibile agli uffici del procuratore per chiarire la regolarità e correttezza della questione». Si è detto «sereno e sorpreso».
Nella nota del suo ufficio stampa si legge che «il presidente Maroni è stato nel suo ufficio e ha preso visione dei documenti relativi alla contestazione».
INDAGATO IL CAPO SEGRETERIA. I carabinieri del Noe, su delega della procura di Busto Arsizio, hanno notificato un avviso di garanzia anche a Giacomo Ciriello, capo della segreteria di Maroni. L'accusa è la stessa.
Secondo i pm, Maroni e Ciriello avrebbero esercitato «pressioni» su «esponenti di Eupolis ed Expo 2015 spa» per fare ottenere come 'sponsor' contratti di collaborazione a tempo determinato a due ex collaboratrici di quando il governatore era ministro.
Come si legge nel capo di imputazione Maroni e Ciriello - il secondo avrebbe agito «materialmente, ma su mandato» del primo - «abusando delle loro qualità e poteri e, in particolare, della qualità e dei poteri inerenti la carica di presidente di Regione su enti regionali e società dalla Regione stessa partecipata» avrebbero indotto esponenti di «Eupolis (ente di Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione) dotato di personalità giuridica di diritto pubblico...» e di «Expo 2015 spa (società interamente partecipata pubblica)», con una quota anche del Pirellone «a promettere e, quindi, dare indebitamente, utilità economiche» alle due professioniste».
«MANCATA COLLOCAZIONE». Ma da quanto ipotizzano gli inquirenti- e come ha riportato il decreto di perquisizione - il governatore e il capo della sua segreteria non sarebbero «riusciti a collocare» le due professioniste «presso lo staff del presidente in quanto la loro assunzione» avrebbe potuto essere oggetto di verifiche da parte della Corte dei Conti. Pertanto «Ciriello, manifestando che tale era il desiderio del presidente Maroni», avrebbe richiesto e ottenuto da alcuni rappresentanti di Eupolis e di Expo 2015 (tutti ancora da individuare) un contratto al fine di garantire «una indebita utilità economica» alla Carluccio «pari a 29.500 euro annui (somma dalla stessa fissata per proprie esigenze fiscali)» e alla Paturzo per una «somma di 5.417 euro mensili (per la durata di due anni)».

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