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TENSIONE 14 Luglio Lug 2014 1645 14 luglio 2014

Gaza, settimo giorno di combattimenti: Israele continua i raid

Usati velivoli senza pilota iraniani contro Tel Aviv.

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Un'esplosione nella Striscia di Gaza.

È arrivato al settimo giorno il conflitto a Gaza, che vede da una parte l'operazione militare di Israele e dall'altra il lancio di razzi dalla Striscia verso Tel Aviv.
Mentre 10 mila palestinesi si sono rifugiati nei centri d'accoglienza dell'Onu, sono almeno 172 i morti e 1.100 i feriti, di cui molte donne e bambini.
L'Unicef ha lanciato l'allarme per i bambini che «stanno pagando il prezzo della spirale di violenza a Gaza e in Israele».
DRONI DI HAMAS. La tregua, però, sembra un miraggio: le Brigate Izz a-Din al-Qassam, l'ala militare di Hamas, hanno annunciato di aver lanciato diversi droni verso Israele per 'missioni speciali'. Lanci, hanno aggiunto, destinati a proseguire nei prossimi giorni.
Sono poi risuonate le sirene d'allarme a Tel Aviv, dove si sono udite tre esplosioni.
LINEA DURA DI ISRAELE. La risposta di Israele non si è fatta attendere: «Continueremo a colpire Hamas e le sue strutture. Il danno alla fazione islamica e alle altre organizzazioni del terrore a Gaza è severo», ha detto il ministro della Difesa israeliano Moshè Yaalon.
QUESTIONE SUL TAVOLO UE. Sul fronte diplomatico, fonti della Commissione Ue hanno espresso preoccupazione per gli ultimi sviluppi della crisi e hanno esortato «tutti alla moderazione, condannando l'uso della forza e auspicando un immediato cessate il fuoco». La tragedia mediorientale è prevista fra i temi all'ordine del giorno del summit Ue di mercoledì 16 luglio.

Da Gaza i «velivoli kamikaze» verso obiettivi sensibili

Lancio di missili dalla Striscia di Gaza.

La vera novità del conflitto tra Hamas e Israele sono però i droni, capaci di sorprendere le difese di Tel Aviv.
Che il gruppo armato di Gaza possedesse i velivoli senza pilota non deve sorprendere: già nei primi giorni di scontri, Israele aveva fatto sapere di aver distrutto alcuni «velivoli kamikaze» attraverso raid aerei sulla Striscia.
L'ala militare di Hamas ha tuttavia assicurato la popolazione di Gaza che questa «è solo una delle molte sorprese che abbiamo preparato per il nemico».
LANCIO COI RAZZI. I droni sono degli Ababil di produzione iraniana. Sono lunghi circa tre metri e la loro apertura di ali è di tre metri e mezzo. Per lanciarli in aria bisogna ricorrere a un razzo. Per l'atterraggio dispongono di un paracadute, ma possono essere anche imbrigliati in una sorta di fascia elastica.
Gli ingegneri di Hamas hanno messo a punto tre modelli: uno, dotato di una telecamera foto-elettrica, ha il compito di raccogliere informazioni di intelligence; un altro serve «ad attaccare il nemico»; un terzo è invece il «modello suicida» e viene fatto schiantare su obiettivi prescelti.
VIA ALLE MISSIONI. Lunedì 14 luglio il Comando militare di Hamas ha impartito loro la prima missione da Gaza. Sono partiti in tre scaglioni (ciascuno dei quali aveva «più di un velivolo»), in tre direzioni diverse. Nel corso della missione è stato perso il contatto con un velivolo nello 'scaglione n. 2' e con un altro velivolo 'nello scaglione 3'.
Eppure la missione sarebbe stata coronata da successo perché i droni, sostiene Hamas, «sono riusciti a raggiungere il ministero della Difesa israeliano, la Kiryà, e a riprenderlo». Immagini in merito non sono state finora divulgate.
DISTRUTTI GLI AEREI. Sulla vicenda, Israele ha precisato che una batteria di missili Pariot dislocata nei pressi di Ashdod (a sud di Tel Aviv) ha scorto un velivolo non identificato e lo ha annientato in volo. Mentre sulle riprese del ministero della Difesa un ufficiale dell'aviazione alla radio militare s'è detto scettico: «In ogni caso sarebbe stata fatica sprecata: il drone non avrebbe appreso di più di quanto non sia comunque visibile su Google».
L'Ababil non è comunque nuovo nei cieli di Israele. Nel 2012 anche gli Hezbollah libanesi lo avevano utilizzato per raccogliere informazioni di intelligence. Anche quegli apparecchi furono distrutti in volo: ma in un caso, solo dopo che il velivolo aveva puntato verso la centrale atomica di Dimona.

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