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SOCIAL MEDIA 14 Luglio Lug 2014 1200 14 luglio 2014

Maurizio Gasparri su Twitter: le gaffe Mondiali

La Rete contro il senatore di Forza Italia.

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Può il vicepresidente del Senato utilizzare Twitter come un utente qualunque? O dovrebbe piuttosto controllarsi, come gli ha suggerito il popolo della Rete, tenendo conto di essere un rappresentante delle istituzioni?
Maurizio Gasparri ci è ricascato con un cinguettio domenica 13 luglio, in occasione della finale del Mondiale 2014 in Brasile tra Germania e Argentina.
Nel tweet il senatore di Forza Italia ha espresso pesanti giudizi estetici nei confronti della cancelliera Angela Merkel, presente in tribuna al Maracanã mentre la Mannschaft si avviava a sollevare la sua quarta Coppa del mondo battendo l'Albiceleste per 1-0.

Uno dei tweet del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri.

Il suo tweet non ha, però, lasciato indifferenti gli altri utenti del social network, che si sono dimostrati particolarmente sensibili al linguaggio offensivo del vicepresidente del Senato, interpretato in chiave sessista.
Di Merkel, oltre all'aspetto fisico, Gasparri ha attaccato anche il modo di vestire. Per poi tacciare di «arroganza» l'intero popolo tedesco.

Un cinguettio di Gasparri.

Quella sui social network, si sa, è una conversazione che ha le sue regole. Per la verità non troppo dissimili da quelle che governano le interazioni in carne e ossa: empatia, buona educazione, rispetto per l'altro, ironia vengono notate e valorizzate; l'insulto e l'aggressione verbale gratuita vengono anch'esse notate e censurate.
Gli utenti della Rete non hanno digerito le parole di Gasparri nei confronti della cancelliera tedesca, sia perché le hanno trovate sgradevoli in quanto tali, sia in considerazione del ruolo pubblico del vicepresidente del Senato. Da qui l'appello: «Togliete Twitter a Gasparri».

Un tweet di risposta agli insulti di Gasparri contro Angela Merkel.

Il senatore del partito di Silvio Berlusconi non è del resto la prima volta che si ritrova al centro delle polemiche per i tweet. Sempre nel corso del Mondiale 2014, in occasione della vittoria italiana contro l'Inghilterra, destinata a rimanere l'unica degli Azzurri in tutta la competizione, aveva offeso i sudditi di Sua Maestà definendoli «boriosi e coglioni».
Anche in quel caso, il suo linguaggio non era passato inosservato, finendo oggetto di un articolo del britannico The Guardian, poi rilanciato dalla stampa italiana.

Il tweet del vicepresidente in cui ha definito gli inglesi «boriosi e coglioni».

Al Guardian, che ha definito Gasparri «uno dei politici italiani più abituali alle gaffe», che «ha ripetutamente offeso altri ministri e giornalisti con i social media», l'interessato ha ribattuto minimizzando: «Una tempesta in un bicchier d’acqua. Il fatto è che l’Italia batte abitualmente l’Inghilterra nelle partite importanti. Noi siamo quattro volte campioni del mondo mentre loro hanno vinto la Coppa solo una volta nel 1966».
Gli utenti di Twitter non sembrano tuttavia pensarla allo stesso modo del vicepresidente del Senato. E l'hanno fatto sapere molto chiaramente.

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