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TENSIONE 15 Luglio Lug 2014 0811 15 luglio 2014

Gaza, Israele accetta la proposta di cessate il fuoco

Tel Aviv dice sì alla proposta egiziana.

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La Striscia di Gaza sotto i radi di Israele.

Spiragli di pace in Medio Oriente. Israele ha accettato la proposta egiziana di tregua nel conflitto contro Hamas, ma il braccio armato del movimento islamista palestinese ha fatto sapere di essere contrario allo stop, considerandolo come una resa. Tanto che alcune fonti hanno riferito di missili lanciati dalla Striscia verso Israele.
PACE A METÀ. È una tregua a metà dunque, quella su Gaza che per ora può tirare il fiato almeno per quanto riguarda gli attacchi provenienti da Israele, visto che la proposta dell'Egitto prevede la «cessazione totale delle ostilità aeree, marittime o terrestri» con l'apertura dei negoziati sull'ingresso dei beni di prima necessità nella Striscia.
La conta dei morti palestinesi è poi stata aggiornata a 194 dopo l'ulteriroe nottata di raid in cui sette persone hanno perso la vita. Stimati in 1.400 circa i feriti (guarda il video che ricostruisce secoli di scontri).
SÌ DI TEL AVIV. A decidere l'ok all'iniziativa de Il Cairo per il cessate il fuoco su Gaza è stato il governo di Tel Aviv che ha imposto lo stop ai combattimenti dalle 8 di martedì 15 luglio (le 9 in Italia).
Nelle prime ore della mattinata, dopo la pioggia di razzi piovuti sul Paese, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva, infatti, spiegato di star esaminando con i ministri del Consiglio di sicurezza del governo la proposta di tregua.
SCONTRO NEL GOVERNO. A fare opposizione sono però stati il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman e quello dell'Economia Naftali Bennet che si sono detti contrari al cessate il fuoco.
Favorevoli, invece Netanyahu, Moshe Yaalon (Difesa), Tzipi Livni (Giustizia), Yair Lapid (Finanze), Yitzhak Aharonovic (Sicurezza interna) e Ghilad Erdan (Comunicazioni).
FERMARE I LANCI. Una fonte ufficiale ha, però, fatto sapere al quotidiano Haaretz che se Hamas continuerà a lanciare razzi «Israele risponderà con forza».
Secondo il governo di Netanyahu l'accettazione dello stop ai raid offre a Tel Aviv la legittimità internazionale nel caso non si fermino i lanci dei razzi dalla Striscia. E già dopo il cessate il fuoco nel Sud di Israele sono risuonate le sirene di allarme e sono stati riferiti lanci sporadici di missili.
NUOVI ATTACCHI. Da quando ha comunicato la fonte, «il bilancio è che Hamas non ha raggiunto ciò voleva»: «Ha sofferto un serio colpo, non è riuscita a colpire il fronte domestico israeliano e non ha avuto successo nei suoi attacchi visto che sono stati tutti intercettati». Inoltre, sempre stando a quanto riferito ad Haaretz le brigate della Striscia «non sono riuscite ad assicurarsi il sostegno del mondo arabo o a trascinare la Cisgiordania nella violenza».

Hamas rigetta lo stop al conflitto: la tregua è considerata una resa

Un funerale nella Striscia di Gaza.

Le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno, infatti, comunicato di essere contrarie alla tregua proposta dall'Egitto. Non solo hanno rifiutato il cessate il fuoco, ma hanno pure minacciato di «inasprire» ulteriormente i combattimenti con Tel Aviv.
«Se il contenuto di questa proposta è quel che sembra, si tratterebbe di una resa e noi la rigettiamo senza appello», ha fatto sapere il braccio armato di Hamas. Che ha aggiunto: «La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà».
VALICO DI EREZ CHIUSO. Inoltre, con un provvedimento a sorpresa, Hamas ha deciso di impedire da martedì 15 luglio il transito fra Gaza ed Israele attraverso il valico di Erez. La misura, è stato spiegato, riguarda anche i giornalisti stranieri, nonchè i malati palestinesi che progettavano oggi di sottoporsi a cure in Israele.
Hamas ha spiegato di esigere ora garanzie internazionali per la sicurezza del proprio personale al confine dopo che nei giorni scorsi la aviazione israeliana ha bombardato i suoi uffici.
C'È L'OK DI ABU MAZEN. A favore dell'iniziativa egiziana per riportare la calma fra Israele e Gaza s'è tuttavia schierato anche il presidente dell'Anp Abu Mazen, secondo quanto ha affermato l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa.
Da quanto si è appreso, il leader palestinese ha lanciato un appello «a tutte le parti» affinché assecondino gli sforzi egiziani, nell' intento di risparmiare ulteriori vittime e «nel supremo interesse nazionale».
PLAUSO DEGLI USA. In attesa della firma di una tregua congiunta sulla Striscia di Gaza, il presidente Usa Barack Obama ha plaudito alla proposta egiziana di cessate il fuoco in Medio Oriente.
Pur dichiarando che Israele ha il diritto di difendersi contro attacchi «inaccettabili», l'inquilino della Casa Bianca ha anche parlato delle vittime civili palestinesi come una «tragedia».
Giallo infine sul viaggio del segretario di Stato Usa John Kerry, atteso al Cairo per discutere la situazione e cercare di trovare una soluzione duratura al conflitto. Il ministero degli Esteri egiziano ha smentito la visita dell'uomo di Obama, precisando di non aver avuto alcuna comunicazione in merito.

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